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Il nazireato (Bemidbàr, 6; 1-21) è una condizione, un po’ estrema, che un ebreo può imporre a se stesso come conseguenza di un voto per un determinato periodo (minimo di 30 giorni) nel quale il nazireo dovrà evitare ogni contatto con i morti, non potrà tagliarsi i capelli, non dovrà bere il vino, né sostanze alcoliche e derivati dell’uva. Quando però giungerà il termine del periodo fissato il nazireo dovrà offrire un sacrificio, bere il vino e si farà tagliare i capelli che getterà nel fuoco. Come ad evitare che la meritoria violenza inflitta a se stessi, per un certo periodo della vita, possa diventare una comoda abitudine. La protesta contro le istituzioni non deve mai trasformarsi anche essa in un’istituzione. La rivoluzione costituisce un valore fintanto che è accompagnata da purezza e lucidità ma non deve trasformarsi in una professione. Si arriva a un certo punto nel quale è doveroso tagliarsi i capelli altrimenti anche l’essere capelloni diventa un’uniforme.

Roberto Della Rocca, rabbino

(6 giugno 2017)