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Amatrice – La partita riprende
Dal pallone una grande gioia

“È un momento davvero emozionante per i ragazzi, che vivono una giornata davvero particolare. A nome di tutta la squadra voglio dire grazie alla gente che ha voluto starci vicino in questa circostanza”. Questa la dichiarazione che Romeo Bucci, tecnico dell’Amatrice calcio, rilasciava lo scorso autunno alla vigilia di un piccolo ma significativo appuntamento per il paese simbolo della devastazione. Quel giorno l’Amatrice tornava in campo, nel campionato di Terza Categoria, sfidando allo stadio Scopigno di Rieti il Pro Calcio Cittaducale. Vinceva 3 a 1 al triplice fischio finale del direttore di gara, ma soprattutto mostrava al mondo la forza di volontà e la tenacia della sua gente. Nel maggio di quest’anno, l’emozione è stata ancora più grande. Portando avanti un’impresa sportiva e umana commovente il club è infatti riuscito ad aggiudicarsi un traguardo ambito, ma (almeno alla vigilia del torneo) difficilmente alla portata: la promozione in Seconda Categoria. Ci si è arrivati al termine di un campionato vissuto con cuore e passione oltre l’ostacolo, consapevoli tutti (dirigenza e calciatori) di un supporto che è andato ben oltre questi monti.
Amatrice e Cittaducale di nuovo di fronte, poche settimane fa. Ancora una volta l’Amatrice a prevalere, stavolta nella finale di coppa: vittoria centrata nella lotteria dei rigori. 
Bucci ha tratteggiato l’impresa (perché di questo si tratta) con le seguenti parole: “Sette mesi, una cavalcata straordinaria, un concentrato di emozioni forti, uniche, indelebili. Abbiamo affrontato una stagione calcistica senza un giorno di preparazione, con il cuore distrutto e la mente assente. Chilometri macinati per fare un allenamento, viaggi interminabili, disagi su disagi. Un gruppo di matti”. 
E adesso quel gruppo di matti, quando i protagonisti dell’impresa diventeranno nonni, ha aggiunto il tecnico, “finalmente potranno raccontare ai loro nipoti, davanti ad un caminetto, questa magnifica esperienza, la voglia di stare insieme che ci ha dato la forza di superare mille problemi, il senso di appartenenza ad una maglia simbolo di un paese ferito ma non morto, la voglia e il bisogno di fare comunità sfruttando l’appuntamento sportivo per vederci”. A salutare il ritorno dell’ASD Amatrice al calcio giocato erano stati in tanti, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che personalmente aveva telefonato alla dirigenza del club, complimentandosi per il risultato). 
Lo stesso affetto è arrivato con la promozione in Seconda categoria, accolta con emozione da tanti. “Il futuro passa anche da queste belle giornate” si è subito complimentato il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

(2 luglio 2017)