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La Parashah di Shelach comincia a raccontare il più famoso errore nella nostra storia: Moshe ha spedito dodici esploratori dal deserto, il cui compito era quello di esplorare (וְיָתֻ֙רוּ֙) la Terra d’Israele e tornare con una relazione su quali sfide i Figli di Israele avrebbero dovuto affrontare per entrare nella Terra Promessa.
Come sappiamo, la missione si è conclusa in un disastro.
In seguito la Parashah continua con una serie di Mitzvoth, concludendo con la Mitzvah dello Tzitzith, che comprende tutte le altre Mitzvoth della Torah.
Ma quale potrebbe essere la connessione tra questa importante Mitzvah e l’episodio degli esploratori?
Qual è lo scopo dello Tzitzith? La Torah ci dice: “E lo vedrete (וּרְאִיתֶ֣ם), e ricorderete tutte le Mitzvoth di D-o e le farete, e non andrete esplorando (וְלֹֽא־תָתֻ֜רוּ) dietro il vostro cuore e i vostri occhi, seguendo i quali vi prostituite”. Lo Tzitzith ci spinge a fare le Mitzvoth positive e a non fare le Mitzvoth negative, guardandolo: attraverso la vista.
La tonalità azzurra del Techeleth nello Tzitzith ci rimanda al blu degli oceani che riflette l’azzurro del cielo, che a sua volta è simile al Trono Celeste e dirige il nostro cuore verso la consapevolezza di HaShem: l’azzurro (Techeleth) è simile all’azzurro dell’oceano, che è simile all’azzurro del cielo, che è simile al blu del Trono Celeste di HaShem.
La lezione che la Parashah ci insegna non è che cosa vedere, ma piuttosto come vedere la realtà che ci circonda. Una persona può vedere qualcosa ad un livello superficiale, accettando solo quello che vede fisicamente e che può comprendere razionalmente, senza tentare di percepire lo strato più spirituale di ciò che è davanti a lui. Questo è il tipo di vista che ha portato gli esploratori a commettere un grosso errore di valutazione e compiere delle scelte sbagliate che hanno avuto pesantissime conseguenze, piuttosto che penetrare in uno strato più profondo della realtà che li circondava, inducendo in errore anche il resto del popolo intorno a loro. Infatti, gli esploratori, hanno riportato una relazione estremamente fedele e dettagliata di ciò che hanno visto. Tuttavia, la loro relazione era fedele ad una visione superficiale, materialistica. Hanno evidenziato soltanto le difficoltà fisiche inerenti alla Terra, ma non hanno percepito il legame intrinseco spirituale tra la Terra d’Israele e il Popolo d’Israele in base alla Promessa e al Patto con D-o con Israele, non hanno valutato il potenziale spirituale della Terra e la sua necessità per lo scopo principale: l’osservanza di tutte le Mitzvoth (senza la Terra di Israele non è possibile infatti osservare alcune Mitzvoth). Il nostro diritto di risiedere nella Terra di Israele dipende soltanto dall’osservanza delle Mitzvoth: quando viene meno questo presupposto religioso, la Terra ci “vomita” e viene concessa ad “altri popoli”, la storia è qui a dimostrarcelo.
Se gli esploratori avessero osservato la realtà attraverso la percezione della Mitzvah dello Tzitzith, non avrebbero commesso nessun errore di valutazione. La Mitzvah dello Tzitzith comprende in sé tutte le Mitzvoth della Torah: perché se osserviamo la realtà dal punto di vista di D-o correttamente, la strada per il ritorno in Eretz Israel spianata e la Gheulah è vicina. La Mitzvah dello Tzitzith è un “Tiqun” del peccato degli esploratori.

Paolo Sciunnach, insegnante

(3 luglio 2017)