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Australia, sventato attacco

rassegnaDopo l’attentato di Amburgo da parte di un richiedente asilo di origine palestinese, ancora terrorismo islamico al centro delle cronache. È delle scorse ore infatti la notizia che in Australia è stato sventato un piano che aveva come obiettivo una bomba da piazzare su un aereo in volo.
Quattro le persone fermate dalla polizia australiana al termine di un’indagine scattata dopo alcune informazioni ricevute in merito a un possibile attacco, riporta tra gli altri il Corriere. La notizia è stata confermata dal premier Malcolm Turnbull, che ha anche annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il paese.

“Nazitalia”. È il titolo della grande inchiesta sull’estrema destra dell’Espresso, lanciata sulla copertina del settimanale. “Braccia tese dietro le barricate. Ombre nere sulle periferie, strette nella morsa del degrado. Scontri con le forze dell’ordine per difendere ‘il diritto alla casa degli italiani’ nelle borgate, sempre più distanti dai centri storici, da Palazzo Chigi, dal Parlamento, dal Campidoglio. I fascisti – si legge – sono tornati”.

Repubblica Bologna racconta una giornata di ordinaria apologia di fascismo a Predappio, il paese natale di Mussolini, dove centinaia di persone si sono ritrovate per ricordare il dittatore nel giorno del suo compleanno, “tra preghiere, saluti romani e invettive contro la Boldrini e la legge Fiano”. Sulla stessa testata si raccoglie il parere di Daniele Jalla, tra i protagonisti del progetto che dovrebbe portare in futuro alla realizzazione di un museo del fascismo in quei luoghi. “Una pietra d’inciampo nel tempio dei nostalgici” sostiene Jalla.
Secondo il Tempo, l’antifascismo sarebbe oggi un “fenomeno di costume”. Il riferimento è anche alla ormai celebre vicenda della spiaggia nostalgica di Chioggia, verso cui è andata l’indignazione di molti (mondo ebraico compreso) ma che non pare essere presa molto sul serio dalla testata.

Resta senza un colpevole l’aggressione avvenuta nel novembre 2015 a Nathan Graff, l’ebreo ortodosso ferito da tre coltellate in via San Gimignano a due passi dalla sinagoga di via della Guastalla. Scrive il dorso milanese di Repubblica: “Il pubblico ministero Enrico Pavone, dopo un’indagine approfondita e complessa, ha fatto richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari. L’unico indagato era un vicino di casa, con cui Graff avrebbe avuto discussioni. Ma l’analisi del Dna sul sangue trovato sul luogo dell’aggressione lo ha scagionato”.

Sulla Lettura del Corriere, un approfondimento di Sergio Romano dedicato alla Tomba dei Patriarchi ad Hebron di cui molto si è parlato negli scorsi giorni dopo che l’Unesco ha conferito a quel luogo, con veementi proteste israeliane, il titolo di ‘sito palestinese del patrimonio mondiale’.
Aveva affermato al riguardo il presidente Reuven Rivlin: “Sembra che l’intento dell’Unesco sia di seminare bugie anti-ebraiche ma rimane in silenzio mentre il patrimonio della regione viene distrutto da brutali estremisti”.
Scrive oggi Romano: “Niente è tanto difficile quanto la spartizione della eredità fra due popoli che sono per molti aspetti religiosamente cugini. Ne abbiamo avuto una ennesima prova negli scorsi giorni a Gerusalemme, dove la Spianata delle Moschee (che gli ebrei chiamano Monte del Tempio) è diventata teatro di scontri tra i fedeli dell’Islam e le forze di sicurezza dello Stato d’Israele. A Hebron il risultato di questo storico dissidio è una sorta di convivenza coatta”.

Diverse le recensioni a libri a tema ebraico. Vittima di Hitler, e poi di Stalin. Del libro diario di Heda Margolius Kovály, pubblicato da Adelphi, parla oggi il Corriere. Sul domenicale del Sole 24 Ore si parla invece della riedizione delle Interdizioni israelitiche di Carlo Cattaneo, uscita con Castelvecchi editore. E de Il Golem di Halpern Leivick, curato da Laura Quercioli Mincer per Marsilio. “Nato dai rituali e dai sogni dei mistici ebrei del medioevo, l’uomo di terra si sposta, goffo e minaccioso com’è, nell’officina del narratore. È un esempio interessante – scrive Giulio Busi – di longevità simbolica e di adattamento”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(30 luglio 2017)