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…precetti

“Quando costruirai una nuova casa farai un riparo al tuo tetto e non sarai causa di spargimento di sangue in casa tua se qualcuno dovesse cadere di lassù” (Deut. 22,8). Questo precetto comprende l’obbligo di porre recinzioni non solo sui tetti ma in ogni spazio della propria dimora o proprietà che possa costituire fonte di grave pericolo mediante caduta accidentale, come pozzi, vasche, cisterne; diverse sono le ulteriori applicazioni previste dai Maestri per questo comandamento, come ad esempio il Sefer Hachinnuch che prescrive tra l’altro il controllo di mura e pareti che potrebbero non essere sicuri, la rimozione di oggetti e la prevenzione di situazioni che possono essere più in generale fonte di pericolo nelle abitazioni. Una lettura ancora più ampia di questo precetto troviamo nello Shulchan Arukh di R. Yosef Caro che, applicando questo passo biblico e con riferimento anche ad un altro versetto del libro di Devarim, mette in guardia contro ogni genere di azioni e comportamenti che possono risultare dannosi per la persona e mettere a rischio la salute se non addirittura la vita stessa del soggetto o di altri: “Ogni inciampo che può costituire fonte di grave pericolo deve essere rimosso e richiede la massima attenzione, perché è detto” – Guardati bene e fa molta attenzione a te stesso” ( Deut. 4,9). Se non si rimuovono le fonti di pericolo, si trasgredisce a un precetto affermativo e al divieto di causare spargimento di sangue. Molte cose hanno proibito i nostri Maestri perché possono mettere in pericolo la vita delle persone… Chiunque trasgredisce a questi divieti e cose analoghe dicendo – “in fondo cosa può importare ad altri se metto in pericolo la mia vita?” oppure – “di queste cose io non mi preoccupo!”- è meritevole di punizione, mentre chi fa attenzione a queste situazioni sarà benedetto” ( Shulchan Aruch, Choshen Mishpat 427, 8-10).

Giuseppe Momigliano, rabbino

(30 agosto 2017)