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Lo Shabbaton dei giovani

Oltre 50 partecipanti, l’intero ebraismo italiano rappresentato, all’ultimo shabbaton della Giovane Kehilà, il movimento giovanile della Comunità italiana in Israele. Lo Shabbaton, che si è svolto nei locali dell’Agenzia Ebraica a Gerusalemme, ha visto la partcipazione anche di 15 ragazzi del progetto Yeud, seminario di leadership dell’UCEI.
“È stata un’occasione fantastica per incontrare ragazzi di tutta Israele. C’erano tutti. Quelli che ora studiano, quelli in kibbutz e quelli in zavà” racconta Benedetta Calò, delegata alla cultura e alle attività comunitarie della Giovane Kehilà. “Siamo sempre felici di incontrare nuovi ragazzi e scambiarci informazioni utili sulla vita in Israele” aggiunge Daniel Oren, delegato a università e studi accademici, che assiste volontariamente i nuovi giovani Olim.
L’appertura ufficiale dello Shabbaton si è tenuta al Kotel con una kabbalat shabbat secondo il rito italiano. Successivamente i ragazzi hanno partecipato a un Shofar Chamorim, un’attività ludica organizzata dai Consiglieri della Giovane Kehilà in ricordo delle recite nei campeggi ebraici italiani che furono organizzati in Israele da Leo Levi Z’L alla fine della Seconda Guerra mondiale.
Sabato mattina, i giovani hanno partecipato alla Tefillà al Tempio italiano di Gerusalemme e hanno avuto occasione di sentire la storia peculiare della sinagoga di Conegliano Veneto, dell’opera di Umberto Nahon zl e della Comunità degli italkim. A seguire, i saluti della Presidente dell’UCEI Noemi Di Segni e una lezione di rav Roberto Della Rocca sulla parashà di Chayei Sarah.
Nel pomeriggio i ragzzi hanno partcipato a un limmud di Yair Danzig, lo storico shaliach dei Bene Akivà in Italia sulla forza di volontà e a un limmud del Presidente della Giovane Kehilà, Michael Sierra, sul significato di Comunità.

(15 novembre 2017)