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STORIA Il Pacifico degli errori

guerra pacificoDouglas Ford / LA GUERRA NEL PACIFICO /Il Mulino

Nel dicembre 1941, quando attaccarono Pearl Harbor, le Filippine e le colonie europee del Sudest asiatico, i giapponesi sbagliarono i calcoli, sottolinea lo storico inglese Douglas Ford nel libro La guerra nel Pacifico (traduzione di Francesco Francis, il Mulino, pagine 385, 28). Pensavano di condurre una «campagna limitata», che consentisse di occupare un’area ricca di materie prime (carenti nel loro arcipelago) e di difenderla con successo per costringere gli occidentali a una pace negoziata. S’illudevano, perché la reazione metodica e implacabile degli Stati Uniti, che misero in moto il loro preponderante apparato industriale, generò «una lunga guerra di logoramento» che Tokyo non aveva i mezzi per reggere. Ford valuta con grande attenzione tutti gli aspetti del conflitto, riconoscendo anche il contributo della Cina alla sconfitta del Sol Levante, e sfata la leggenda per cui Washington avrebbe saputo in anticipo dell’attacco di Pearl Harbor. Spiega anche quali fattori indussero al lancio dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki: una scelta spietata dalle conseguenze atroci, ma che solo antiamericani invasati possono seriamente paragonare agli orrori di Auschwitz.

Antonio Carioti, Corriere della Sera, 15 gennaio 2018