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comandamenti…

Ben Zomà diceva “Chi è veramente sapiente? Chi impara da ogni persona, come è detto – “Ho imparato qualcosa da tutti i miei insegnanti, poiché i Tuoi Statuti sono per me oggetto di conversazione” (Salmi 118,99)”. – (Mishnà Avot 4,1)
La sapienza non è data solo dall’umiltà che si esprime nell’essere pronti ad imparare qualcosa anche da chi può apparire inferiore quanto a livello generale di conoscenze; la sapienza è data altresì dalla capacità di rendere ogni incontro della nostra vita , con le persone e con il mondo che ci circonda, fonte di conoscenza, imparando qualcosa dal bene e dal male, da ciò che ci sorprende e ci emoziona, da ciò che inquieta e ci sconvolge. Ben Zomà, tuttavia, ci dice qualcosa di più attraverso la citazione del passo biblico: “Ho imparato da tutti perché i Tuoi statuti sono per me oggetto di – sichà – cioè di conversazione e meditazione”. Significa che i Comandamenti della Torah non sono solo precetti rituali, sono per noi chiavi di lettura del mondo in cui viviamo, sono strumenti attraverso i quali possiamo rapportarci con le persone attorno a noi, cogliendo il divino anche attraverso le più disparate umanità, giudicando il contenuto e il valore dei messaggi che le persone diffondono, con le parole e con i gesti, al di là della loro forma e delle espressioni più o meno suadenti che talora le accompagnano.

Giuseppe Momigliano, rabbino