Ticketless – Lucerna

Cavaglion La lucerna rinvenuta a Pompei è uno degli oggetti più singolari che si possono vedere nella mostra del Meis (“Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni”: nel catalogo occupa il n. 83, p. 256). Poichè una lucerna analoga è stata rinvenuta in uno scavo archeologico in Israele, c’è materiale su cui riflettere. Se gli studiosi confermassero l’interpretazione ripresa dai curatori del catalogo (la lucerna come raffigurazione parodistica dell’Ebreo che legge la Torah), si confermerebbe il legame millenario e forse mistico tra le colline di Sion e l’ombra del Screen Shot 2018-05-30 at 14.42.05Vesuvio. Due Popoli del Libro: una mia vecchia fissazione. La Lucerna di Pompei va però ben oltre la somiglianza tra il partenopeo e l’ebreo errante: la comune categoria dell’esilio, la lontananza da dove, la salvazione del ridere, la nazionalizzazione parallela che fece insieme cittadini italiani gli ebrei e i napoletani. Qui il parallelismo è nella luce antica e sacra che produce la lettura. La lucerna non va quindi interpretata, come diranno i latini ripresi dagli evangelici (Lux lucet in tenebris, la lampada di «Bilychnis»), ma come il simbolo dell’amore per i libri. Il mare, diceva la Ortese, non bagna Napoli. E nemmeno, aggiungiamo noi, i quartieri più vecchi di Tel Aviv fatti oggetto di una recente mostra di fotografie. La stessa luce marina illumina le librerie antiquarie di Tel Aviv, di Giaffa, di Port’Alba e Spaccanapoli.

Alberto Cavaglion

(30 maggio 2018)