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Sul racconto del tentativo di Bil’àm di maledire Israel c’è una domanda di fondo: che bisogno c’era di far parlare l’asina? Bil’àm avrebbe potuto tranquillamente andare per la sua strada ed essere costretto suo malgrado a benedire Israel!
Il Méshekh Chokhmà osserva che Bil’àm era noto per essere particolarmente attratto dai beni materiali. Se avesse pronunciato, suo malgrado, come è successo, le benedizioni, qualcuno avrebbe potuto supporre che gli Ebrei (come al solito, colpevoli) lo avessero pagato perché lo facesse. Facendo parlare l’asina, HaQadòsh Barùkh Hu ha dimostrato ai Moabiti ed ai Midianiti che è Lui a mettere o togliere o togliere la parola.

Elia Richetti, rabbino