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…pudore

Non è vero che il termometro della convivenza civile sta cambiando. È solo un’impressione, ed è probabilmente una manovra messa in atto dal disfattismo antigovernativo. Un vero complotto contro questo governo del fare e del cambiamento.
Quindi, se vittime dello sparo alla schiena o del pestaggio mortale o di un quasi accecamento sono una bambina rom o un immigrato o una ragazza di colore, beh, si tratta solo di coincidenze. Rimane solo da capire come mai queste coincidenze si stiano intensificando settimana dopo settimana e giorno dopo giorno.
Ma tutto appare normale ad occhi tranquilli. Il cielo è sereno e ha smesso di piovere. L’ordine è garantito.
Eppure non sono lontani i giorni, sotto il governo precedente, in cui il giornalista Paolo Del Debbio imbastiva trasmissioni con interviste a comitati di quartiere in cui i cittadini denunciavano la criminalità crescente e minacciosa degli immigrati. Quella era criminalità insopportabile. Ora, la criminalità dei nostri conterranei, del vicino di casa, è invece la mascherata del nuovo ordine, e ci va assolutamente bene. Il cielo è sereno, e tutto è tranquillo.
Non importa che il clima si stia imbarbarendo, veicolato e facilitato dai social e dalle menzogne dei non-pensanti, gratuite e impunite. Non importa che la violenza e la giustizia fai-da-te vengano sdoganate e legalizzate da chi sta al governo e dovrebbe garantire un clima di convivenza civile e di ordine democratico. Non importa che l’incolumità dei deboli e delle persone per bene sia messa a rischio. L’importante è dire che non è vero, che sono tutte fandonie, che si tratta di un complotto antigovernativo.
Un tempo c’erano Andreotti e la Democrazia Cristiana. Non ci piacevano molto, e sembra intrattenessero legami con le cosche mafiose. Poi sono venuti Renzi e il suo PD, che non stavano molto simpatici, e non erano del tutto all’altezza, e qualche calcolo l’hanno di sicuro sbagliato. Ma avevi sempre avuto la sensazione che ci fosse una linea del pudore, nelle azioni e nello stile, che perfino loro sapevano di non poter oltrepassare.
Ora, invece, la linea del pudore è stata cancellata. Salgono in emersione persone e personaggi che la più spudorata politica di un tempo non avrebbe nemmeno osato. A essere messa in discussione, a essere delegittimata è la democrazia stessa che, si dice, prima o poi dovrà essere superata dal nuovo ordine della piattaforma Rousseau.
Intanto la Rai viene data a un certo Marcello Foa. E basta leggere i resoconti sulla sua carriera al Corriere del Ticino e sui suoi rapporti con la Russia di Putin per farsi un’idea di quanto tenga all’obiettività dell’informazione e alla democrazia del nostro paese.
Per fortuna Marcello Foa sembra non avere rapporti con l’ebraismo, altrimenti si sarebbe potuto sospettare che la sua candidatura fosse stata pensata per creare altro antisemitismo.

Dario Calimani, Università di Venezia

(31 luglio 2018)