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In ascolto – La Debka dell’asino

milanoUno degli aspetti più intriganti della musica israeliana è la sua capacità di fondere i versetti e i topoi letterari biblici con la lingua e i ritmi moderni. In alcuni casi il riferimento è esplicito, come in Bereshit (Genesi) di Haim Heffer o Katonti di Yonatan Rezel, in cui l’autore unisce due passi (Genesi 32 e il salmo 86) e li trasforma in canzone popolare o ancora Sisu et Yerushalayim, una versione “marching band” di due passi del profeta Isaia; in altri casi il versetto biblico fa capolino, anche solo come suggestione, come immagine, e c’è chi si diverte a scovare gli antichi riferimenti letterari in ogni canzone in cui questa operazione sia possibile.
“Debka hachamor” – la debka dell’asino, in cui qualcuno vede il riferimento a Isaia 1, 3, fu scritta nel 1954 da Emanuel Zamir, una figura centrale nello sviluppo della musica popolare in Israele negli anni ’50.
Emanuel Zamir nasce a Petach Tikva nel 1925 e studia linguistica, letteratura e Bibbia alla Hebrew University di Gerusalemme. Durante il servizio nell’IDF si occupa di cultura e formazione musicale, dirige diverse band e forma una piccola orchestra che poi diventerà l’orchestra dell’IDF.
Potremmo dire che il suo è un classico caso di “nomen omen”, perché Zamir (in ebraico zemer è canto), nella sua breve vita si dedica anima e corpo alla composizione di canzoni e alla diffusione del patrimonio popolare attraverso la didattica e i concerti in ogni angolo della terra di Israele, dagli insediamenti precari dei nuovi arrivati, alle sale da concerto delle città, fino ai villaggi arabi e beduini.
I suoi testi hanno il sapore della poesia biblica e le immagini della terra che rinasce e rievocano spesso l’immagine del pastore suonatore di flauto (lo stesso autore aveva lavorato come pastore) e l’ambiente bucolico che affascina molti altri autori e artisti della sua epoca. Le sue melodie attingono al repertorio popolare ebraico, arabo e beduino e hanno le sonorità e i ritmi delle danze mizrachi.
Nel 1958 Zamir scrisse: “Di fronte all’ondata di musica straniera, jazz e pop che sommergono il pubblico ogni giorno, in ogni luogo in cui si ascolti la radio, i gruppi di musica popolare dovranno mantenere accesa la fiamma della canzone popolare ebraica, che unisce Bibbia, campagna, natura, gioventù e in cui la nazione è inseparabile dai suoni”.
Oggi ascoltiamo la sua Debka dell’asino nella versione di Ran e Nama, due voci agili ed espressive in perfetto stile folk.
Consiglio d’ascolto:

Maria Teresa Milano

(2 agosto 2018)