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“Propaganda fascista sul web,
il governo faccia qualcosa”

Screen Shot 2018-08-02 at 13.36.31Nella Repubblica italiana, fondata sulla Resistenza, la propaganda fascista e nazista ha o non ha diritto di cittadinanza? E quindi è o non è da contrastare con la piena attivazione di tutti gli strumenti offerti dalla repressione penale?
Sono le domande che la senatrice a vita Liliana Segre ha rivolto al ministro dell’Interno Matteo Salvini, al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in una interrogazione parlamentare presentata alcuni giorni fa.
Una iniziativa, ancora senza risposta, che nasce dalla constatazione che importanti di luoghi di acquisto online quali Ibs, Hoepli, Feltrinelli e Amazon “ostentino nei propri siti libri di due case editrici di chiara ideologia fascista e nazista, la Greco e Greco e la Ritter”. Tra le varie nefandezze la prima, spiega Segre nell’interrogazione, “ha pubblicato un volume dal titolo Ettore Muti, un eroe dimenticato, mentre la Ritter ha pubblicato svariati titoli sul nazismo inneggianti a Hitler stratega militare o agli ultimi eroici difensori di Berlino”. Ad essere segnalata anche l’accoglienza che Google, nella sezione dedicata ai libri, ha riservato a un testo “apertamente antisemita” di Daniele Proietti: Kalergi il conte genocida.
In ragione delle diverse leggi che regolano l’argomento, la senatrice a vita chiede quindi ai tre ministri “se non si ritenga che le ideologie fascista e nazista, oltre ad essere vietate dalla Legge Scelba, rientrano sotto l’apparato sanzionatorio della Legge Mancino”. E ancora se non si ritenga che la vendita online di volumi ispirate a tali ideologie “non configuri reato strumentale, al fronte del quale dunque attivare, per le società che gestiscono le imprese di distribuzione editoriale, la responsabilità amministrativa”.

(2 agosto 2018)