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…Praga

Il 30 settembre 1938, a conclusione della conferenza di Monaco, Francia e Regno Unito davano di fatto il via libera alla Germania per l’annessone dei Sudeti, la regione della Cecoslovacchia settentrionale a maggioranza etnica tedesca. Pochi mesi più tardi si compiva l’annessione al Reich dell’intero Paese e della sua capitale Praga.
Che cosa era Praga? Non molti anni prima di Monaco, Max Brod sosteneva che fosse il risultato di una “fusione”, perché “a Praga si può parlare a stento di una nazione puramente tedesca e di una puramente ceca, ma solo di praghesi”. Brod faceva parte di una generazione di ebrei praghesi che negli anni della dissoluzione dell’impero degli Asburgo si afferma sulla scena culturale e soprattutto letteraria. Questi giovani – tra gli altri, Franz Kafka, Franz Werfel e il gruppo della rivista “Herder Blätter” – rifiutano l’assimilazione cercata dai padri ma allo stesso tempo non tentano un recupero della vita del ghetto dei nonni, tutta sviluppata intorno allo svolgersi nel tempo delle tradizioni. Gli ebrei di Praga, ha scritto Claudio Magris, vivono in questi anni in un “triplice ghetto che serrava in un vicolo cieco l’ebreo tedesco di Praga all’interno della comunità tedesca a sua volta isolata nella città ceca”. Molti degli ebrei di Praga sono infatti tedeschi: tedesca la lingua in cui si è a casa, tedesco il sentire, tedesca la cultura. Alcuni vedono con inquietudine e timore la decrescita della presenza tedesca in città e il risveglio identitario ceco e slavo in genere, esemplificato dalle grandi tele dell’ “Epopea slava” dipinte da Alfons Mucha, esposte oggi alla Galleria nazionale. Praga, antica città tedesca, stava rapidamente diventando una città slava. “Praga, questa rocca sulla Moldava indicibilmente bella, ma maledetta, la vecchia Praga sta morendo, e una nuova, fredda città cresce dalle imponenti pietre delle sue rovine”, scrive Oskar Wiener. Altri ebrei cercano per primi la via della mediazione culturale tra tedeschi e cechi, che si concretizza in traduzioni, diffusione di opere della cultura ceca con particolare attenzione verso la tradizione popolare e rurale, solidarietà all’insegna della fratellanza universale, capacità per la prima volta di giudicare l’arte ceca in base al suo valore.
Mentre a Praga, ormai capitale della Cecoslovacchia, l’elemento slavo guadagna terreno a vista d’occhio, la minoranza tedesca è sempre più nazionalista prima e filonazista poi. Gli ebrei tedeschi si sentono come mai prima sotto assedio. Il 30 settembre di 80 anni fa, a Monaco, per la Praga “d’oro” capitale della Mitteleuropa e per gli ebrei praghesi sarà firmata la condanna.

Giorgio Berruto

(27 settembre 2018)