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Milano – Eichmann, storia d’un processo

20181116_062518Il processo al criminale nazista Adolf Eichmann fu un processo – dal punto di vista del diritto – giusto? Attorno a questo interrogativo è gravitato l’incontro organizzato in occasione di Bookcity al tribunale di Milano, organizzato in occasione della pubblicazione dell’ultimo volume dell’opera Processo Eichmann (Casa editrice Mattioli 1885), che – grazie al lavoro di traduzione di Livio Crescenzi – raccoglie integralmente gli atti del famoso processo (oltre 12mila pagine) che ebbe luogo in Israele nel 1961. Dal volume dedicato all’interrogatorio al criminale nazista, il pubblico ministero Riccardo Targetti, l’avvocato Stefano Lalomia e il giudice Ilio Mannucci Pacini hanno affrontato le ragioni dell’accusa e della difesa mentre le conclusioni sono state affidate al rabbino capo di Milano rav Alfonso Arbib. “Nell’idea ebraica di giustizia il colpevole viene punito”, ha sottolineato il rav, spiegando di non voler entrare nei termini giuridici rispetto al processo che portò poi alla prima e unica esecuzione in Israele di un condannato: Eichmann appunto. “Quella condanna non fu una vendetta ma un atto di giustizia, la punizione dei persecutori”.
Diversi gli appuntamenti di interesse ebraico come sempre a Bookcity: tra gli eventi principali, Il popolo del Libro e l’antidolatria, lezione al Teatro Franco Parenti di rav Roberto Della Rocca, a cura della Comunità Ebraica di Milano e dell’Associazione Pier Lombardo (ore 11.30). Nel pomeriggio, si parlerà invece del ruolo dei Giusti con Gabriele Nissim, presidente di Gariwo e autore de “Il bene possibile” (Laterza) che dialogherà con Francesco Cataluccio.