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Società – Poche bizzarre righe

Di settemila persone interpellate per conto della Cnn America in Austria, Francia, Gran Bretagna, Germania, Polonia, Svezia e Ungheria circa mille e quattrocento ritengono che l’antisemitismo sia una reazione al comportamento degli ebrei. Di quei settemila, circa mille e settecento credono che gli ebrei abbiano troppo potere nella finanza, e la manovrino a loro vantaggio e a svantaggio del popolo. Più o meno altrettanti dichiarano che gli ebrei hanno un ruolo e un interesse in ognuna delle guerre del mondo. Circa duemila e cinquecento sanno poco o niente della Shoah (un austriaco su dieci, di quelli compresi fra i 18 e i 34 anni, non ne ha mai sentito parlare, in Francia vale per uno su cinque). Fra quelli che ne sanno, oltre mille e duecento spiegano che lo sterminio degli ebrei è stato provocato dalla loro protervia di avvelenatori di pozzi e prestatori di denaro a usura. Sommati quelli che la sanno così, quelli che la sanno pochino e quelli che non la sanno affatto, siamo a oltre la metà degli intervistati. Di sondaggi del genere ne escono a ripetizione, un po’ ignorati sotto il vacuo trambusto quotidiano. Nel 2012 uno dimostrò che la metà degli studenti tedeschi non avesse idea di chi fosse Adolf Hitler, e un terzo di loro lo indicò come insigne promotore dei diritti umani. Un altro del Pew Research un paio d’anni fa stimò nel 21 la percentuale degli italiani che nutrono pregiudizi verso gli ebrei. E così lentamente la memoria annacqua, il pregiudizio risale, l’odio infiamma e l’indifferenza spalanca le porte, e anche queste poche righe saranno un esercizio di bizzarria.

Mattia Feltri, La Stampa, 29 novembre 2018