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Milano – L’Italia e i conti con la storia

20190221_124751Decine di docenti hanno scelto di partecipare in queste ore a Milano al seminario di aggiornamento “Fare i conti con la nostra storia”, curato dallo Yad Vashem e l’Associazione Figli della Shoah in collaborazione con la Regione Lombardia. “Noi Testimoni stiamo scomparendo. Per fare conti con nostra storia negli anni futuri ci sarà solo una speranza e siete voi insegnanti”, le parole della senatrice a vita Liliana Segre ai docenti presenti nella sala del Palazzo della Regione e a chi seguiva l’evento in streaming dal Memoriale della Shoah di Milano. “La vostra presenza in cattedra sarà decisiva per l’educazione dei ragazzi, che sono come carta e posso assorbire il vostro inchiostro oppure no”, ha sottolineato Segre durante la giornata di studio che ha visto nella prima sessione protagonisti Iael Nidam Orvieto, dell’Istituto Yad Vashem, Valeria Galimi, docente dell’Università di Firenze, Sabina Benussi del Liceo Petrarca di Trieste e lo storico sociale delle idee David Bidussa. In apertura, introdotti dalla vicepresidente dell’Associazione Figli della Shoah Daniela Dana Tedeschi, i saluti istituzionali dell’assessore all’Istruzione della Lombardia Melania Rizzoli e del direttore generale dell’Ufficio scolastico lombardo Delia Campanelli. Sira Fatucci, responsabile area Memoria per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e il presidente del Memoriale della Shoah Roberto Jarach hanno ringraziato i docenti per il loro lavoro, sottolineando la necessità di conoscere a fondo la storia italiana. “La Memoria in questa città passa da diversi luoghi – ha ricordato Jarach – anche attraverso il Giardino dei Giusti che, dopo alcune piccole modifiche, fortunatamente ha visto la ripresa dei lavori per il completamento del progetto. È importante sostenere queste iniziative e la sinergia tra di loro perché abbiamo tutti uno scopo comune”. Far riflettere i giovani sul valore della Memoria. Ma anche, l’invito della Fatucci ai docenti, a scoprire l’ebraismo al di là della Shoah e sue connessioni con la storia italiana. Legami evidenziati ad esempio nell’intervento di Orvieto che ha richiamato, attraverso lettere e diari dell’epoca, il doloroso percorso che portò il mondo ebraico italiano a comprendere il significato delle leggi razziste del ’38: dall’incredulità iniziale, e in alcuni casi la negazione della realtà, fino alla tragica consapevolezza del tradimento dell’Italia nei loro confronti. “Per noi italiana fare i conti con la nostra storia è impegnativo – ha ricordato Segre – come dimostra l’armadio della vergogna mai realmente aperto. Per questo sto lavorando al Senato perché si costituisca una commissione di esperti in grado di andare a fondo della questione”.