Israele verso le elezioni
“Superiamo retoriche divisive”

Schermata 2019-04-04 alle 12.32.16“Due israeliani, tre opinioni politiche”. Sarah Tuttle-Singer, 37 anni, israelo-americana, social media manager del quotidiano online Times of Israel, e autrice per la casa editrice Skyhorse Publishing del libro “Jerusalem, Drawn and Quartered”, dal sottotitolo “l’anno di una donna nel cuore dei quartieri cristiano, musulmano, armeno ed ebraico nell’antica Gerusalemme” esordisce così nello spiegare quali siano i temi fondamentali dell’appuntamento elettorale del 9 aprile. “Per alcuni è l’economia. Per altri, la pace. Ma per tutti le questioni legate alla sicurezza”.
“Gli israeliani prendono la politica molto seriamente, il paese è così piccolo, così pieno di tensioni che percepiamo davvero gli effetti di ogni decisione” spiega la giornalista, aggiungendo: “Tristemente però proprio per questo senso di vicinanza, e perché ci teniamo così tanto, la stagione elettorale diviene un momento che minaccia di farci a pezzi. Specialmente quando alcuni politici basano la propria leadership sulla paura, usando concetti come ‘noi’ (ebrei di destra) contro ‘loro’ (i cosiddetti ‘sinistroidi’ e gli arabi). Così il clima diventa incendiario ed è facile per l’israeliano medio dimenticarsi quanto siamo forti come paese. Sono preoccupata dal fatto che il governo stia impiegando una retorica che erode la democrazia. Il modo in cui tanti israeliani hanno accettato calorosamente la legge che dà priorità al carattere ebraico dello Stato sopra ogni altra cosa, o in cui l’attuale maggioranza ha accolto esponenti di un movimento razzista come quello kahanista sono due esempi di ciò che mi rende inquieta in questa tornata elettorale, e mi fa temere per il carattere ebraico e democratico di Israele”.
“Queste elezioni sono un momento fondamentale in cui abbiamo la possibilità di dimostrare al mondo – e ancora più importante a noi stessi – che non ci faremo guidare dalla retorica incendiaria, sciovinista e razzista nel momento delle urne,” conclude. “La mia più grande aspirazione è vedere un’Israele che si oppone all’incitamento all’odio nei confronti di tutti i membri della nostra società, dove lavoriamo insieme fianco a fianco per abbattere le barriere e costruire un paese giusto, libero e sicuro per ciascuno”.

r.t.