Qualcosa è cambiato
A volte, di fronte a una poesia, ci torna in mente qualcuno a cui desideriamo trasmettere proprio quel sentimento. Leggo e respiro pian piano, cogliendo la bellezza e la serenità espressa in quelle righe, che esprimono appieno il mio pensiero.
Hava Nissimov, nata a Varsavia nel 1939, è arrivata in Israele da ragazzina come profuga ed è cresciuta, sola, nelle strutture d’accoglienza dei kibbutz. A quarant’anni ha pubblicato le sue prime poesie, componimenti delicati e pieni di affetto per le persone costrette, loro malgrado, ad affrontare il male o la malattia.
E mentre leggo questa poesia, penso a R., che cammina su un sentiero simile; il masso si trova ormai alle sue spalle, ma la strada da fare non è affatto spianata.
Qualcosa è cambiato.
Le pareti della stanza si allargano,
gli angoli non sono più minacciosi,
Il pavimento è più stabile.
Ancora una volta la casa tornerà a mettere radici
E intanto
un’aria tersa irrompe da luoghi nascosti.
Anche il mio pianto è più limpido,
come le note di un’arpa udite una volta in sogno,
ma sono sveglio,
sveglio.
È così che deve essere.
Sarah Kaminski
(4 aprile 2019)