Un poco più in là

Leggo con ritardo dalla pubblicazione (Einaudi, 2018, traduzione di Luca Colombo) “In principio, confusione e paura” di Aharon Reuveni, giustamente considerato uno dei padri della letteratura israeliana. Romanzo uscito nel 1919, di cui Elena Loewenthal dice che «senza libri come questo la grande letteratura israeliana non sarebbe mai stata quello che è». Al di là della trama, della ricchezza, dell’incredibile mix tra personaggi di fantasia e reali figure storiche pilastri del sionismo, al di là della profondità introspettiva, della capacità di farci “vivere” la vera nascita di Israele molti anni prima che ciò accadesse, Reuveni mette in pagina la quintessenza dell’essere ebrei. Crocevia di esistenze. Inesausto discutere. Laici, socialisti, religiosi, atei, tradizionalisti. Accavallarsi di voci e di ideologie. Goffe e/o tenere insicurezze, arroganti certezze. Rassegnazione e spiriti battaglieri. Sicuramente infinita malinconia. E, come scrive la Loewenthal nella prefazione, «… questa dinamica fra il dentro e il fuori, fra l’essere a parte e l’essere escluso…», perennemente “fuori luogo”. Un poco più in là degli altri. In disparte.

Stefano Jesurum, giornalista

(4 aprile 2019)