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Pesach, messaggio universale di libertà

Quando questa sera le famiglie ebraiche di tutto il mondo si ritroveranno davanti a una tavola ricca di cibi e significati rituali per celebrare il Seder, il momento conviviale e di confronto tra le generazioni con cui ha inizio la festa di Pesach, rinnoveranno, in un passaggio di testimone mai interrotto nei secoli e millenni, un antichissimo patto per la libertà.
È un impegno, un anelito, una speranza universale che si intreccia in modo indissolubile con le vicende che sono narrate nella Haggadah, il testo che leggeremo e canteremo, approfondendo il suo significato più profondo con i nostri figli e nipoti, questa e la prossima sera.
Pesach è festa di identità, gioia, emancipazione. La celebrazione di un’epica vicenda che ha permesso agli ebrei sottoposti per lunghi anni alla cattività egiziana di affrancarsi dalle catene e soprattutto di diventare un popolo con determinati valori e principi condivisi che preservano il costante riferimento alla Terra di Israele.
È un messaggio di pace e unità che voglio estendere a tutti. A chi si appresta a festeggiare Pesach, ma anche a chi attende l’arrivo della Pasqua cristiana e a chi, esterno a queste tradizioni, si impegna comunque ogni giorno per favorire rispetto e pacifica convivenza tra i popoli.
Valori di fondamentale importanza che devono essere rilanciati e che uniscono tutti, a prescindere dalle appartenenze culturali e religiose dei singoli, in un vincolo comune. Specie in un momento storico tormentato come quello che stiamo vivendo, la necessaria direzione cui tendere per difendere tutti assieme un futuro di pace, armonia e progresso.

Noemi Di Segni, Presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

(19 aprile 2019)