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Casale – Castelnuovo Tedesco, maestro dei maestri

Le stagioni musicali allestite all’interno della sinagoga di vicolo Salomone Olper sono da sempre un fior all’occhiello della Comunità ebraica di Casale Monferrato. Con grande impegno il direttore artistico Giulio Castagnoli opera ogni volta una ponderata scelta di brani collegati alla cultura ebraica e ogni concerto è l’occasione per scoprire qualcosa di nuovo.
Nel concerto di ieri, con il Romantisches Trio, abbiamo scoperto (o riscoperto) prima di tutto tre ottimi musicisti: una cantante dalla bella voce, dotata di un gradevole vibrato come Arianna Stornello, una delicata pianista come Cristina Laganà e infine Valter Frezzato, un po’ il padrone di casa per il fatto di suonare uno strumento come il clarinetto che tanta parte ha nella tradizione ebraica, ma, a parte questo, dotato di un suono trascinante e lirico.
Il “Romantisches” trio è appunto affezionato al repertorio romantico e lo dimostra con una prima parte del programma ben saldo nell’800 musicale tedesco. Quasi pastorale l’esecuzione dei sei deutsche Lieder op. 103 per voce, clarinetto e pianoforte di Louis Spohr (1784-1859) e mentre il duo Frezzato Laganaà affronta in modo decisamente trascinante i Phantasiestücke op. 73 per clarinetto e pianoforte, dando il giusto rilievo a questo capolavoro della musica romantica di Robert Schumann (1810-1856)
Uno dei meriti di Giulio Castagnoli in questi anni è di averci fatto conoscere la figura e l’opera di Mario Castelnuovo Tedesco, “Il maestro dei maestri” come come ricorda il direttore della rassegna. Costretto a lasciare l’Italia nel 1939 a causa delle leggi razziste, emigrò in America dove divenne un apprezzato compositore di colonne sonore e insegnante di una straordinaria generazione di artisti tra i quali Elmer Bernstein, Jerry Goldsmith, John Williams, Henry Mancini.
A parte questo Castelnuovo Tedesco era un compositore di musica cameristica intima e sensibile come dimostra in questi Shakespeare Sonnets op.125 per voce e pianoforte. Ultimo compositore in programma George Gershwin (1898- 1937) al secolo Jacob Bruskin Gershowitz che invece in America nacque, ma da genitori che avevano abbandonato la Russia. Il concerto si è concluso con tre delle sue più celebri canzoni: Someone to watch over me, The man I love, But not for me nella trascrizione per soprano, clarinetto e pianoforte.
Il prossimo appuntamento della stagione culturale della Comunità ebraica, domenica 23 giugno alle 17 vede ancora protagonista la musica con il due “Les Voix Humaines” formato da Iris Faceto alla viola da gamba (e sarà la prima volta di una viola da gamba in Sinagoga) e Dario Desiderio al violoncello.

Alberto Angelino

(17 giugno 2019)