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Lecce – Storia, arte e design
nei lumi di Chanukkah

Grande partecipazione di pubblico e ampia rappresentanza di istituzioni civili e religiose per l’inaugurazione della mostra: “Lumi di Chanukkah. Una Collezione fra Storia, Arte e Design” avvenuta il 20 giugno presso il Must di Lecce.
La mostra raccoglie 34 opere di artisti internazionali tratte dalla collezione nata a Casale Monferrato e di proprietà della Fondazione Arte Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale ONLUS. L’apertura della mostra a Lecce si è dimostrata un’occasione d’incontro, dialogo interreligioso e riflessione pubblica sull’identità ebraica. La parola stessa Chanukkah significa in ebraico inaugurazione ed è la festa dedicata al miracolo della luce avvenuto al ripristino del culto ebraico al Tempio di Gerusalemme dopo l’occupazione di Antioco IV, che l’aveva votato al politeismo pagano. Un momento storico che ha riaffermato il monoteismo, riconosciuto come fondamentale da tante comunità religiose. Questo spirito è stata la cifra dell’evento inaugurale leccese.
SALVEMINI SINDACO DI LECCE MENTRE OSSERVA opera PILIAd aprire le celebrazioni il sindaco della Città di Lecce Carlo Salvemini che ha ricordato la vocazione della città al multiculturalismo, al dialogo, al contatto fra Occidente e Oriente sottolineando l’importanza di dare luce a questi valori attraverso l’arte e la cultura. Roberto Gabei, presidente della Fondazione ebraica casalese ha ringraziato il Comune e il Must (Museo Storico della Città di Lecce) per la propositiva collaborazione, ricordando come oggi sia necessario creare conoscenza per superare la paura dell’ “altro da noi”. L’assessore alla Cultura Fabiana Ciccirillo, che aveva già visitato la mostra in mattinata, ha condiviso le sue impressioni ed emozioni per un percorso espositivo in cui la luce unisce e porta un messaggio di speranza, la possibilità di vivere le differenze come un arricchimento spirituale e intellettuale.
INAUGURAZIONE LECCE 1Elio Carmi, vicepresidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, ha raccontato l’origine della festa di Chanukkah e la nascita della collezione a partire dagli anni ’90: collezione che raccoglie oggi circa 250 opere di artisti, designer e architetti internazionali, religiosi e non religiosi, ebrei, cristiani, mussulmani e di altre fedi, che hanno sposato questo progetto volto alla creazione di ponti fra istituzioni e religioni, donando gratuitamente le loro Channukkiot per veicolare un univoco messaggio di pace declinato in una moltitudine di messaggi, interpretazioni, sensibilità. Il cantore – chazan in ebraico – Maurizio Di Veroli, della Comunità Ebraica di Roma che, trovandosi a Lecce, ha partecipato all’inaugurazione e ha celebrato il momento cantando Ma’os Tzur, canzone della festa di Chanukkah.
Ad introdurre il percorso artistico, Daria Carmi, curatrice della mostra, che ha spiegato come l’idea sia di generare una narrazione dove il pane, il corpo, il gioco e la scrittura diventino chiavi per approfondire il significato profondo degli elementi fondamentali della religione ebraica come elementi comuni al senso stesso dell’essere umano e quindi anche di molte spiritualità religiose.
A rappresentare le diverse confessioni sono intervenuti: don Carlo Santoro, in rappresentanza del Vescovo e della Diocesi di Lecce, Tommaso Carpino, pastore del Culto Pentecostale, e Pompea Vergaro della Comunità Bahai. Ognuno dei presenti ha portato un saluto e dedicato una riflessione alla luce come elemento simbolico e d’incontro, condividendo l’importanza di agire nel solco dei valori positivi e degli elementi che uniscono gli esseri umani rifuggendo da quelli che ci dividono.
La mostra resterà aperta fino al 22 settembre 2019, per concludersi in coincidenza della Giornata Europea della Cultura Ebraica a Lecce.
Il progetto è organizzato in collaborazione con il Comune di Casale Monferrato, il Comune di Lecce, la Comunità Ebraica di Casale Monferrato e il Must di Lecce con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 Open Future, dell’Associazione per il Paesaggio Vinicolo di Langhe-Roero e Monferrato, di Alexala e di Sistema Monferrato e sostenuto dall’8 per mille dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla Fondazione CrAL – Cassa di Risparmio di Alessandria.