Mi Ricordo, pellicole di vita ebraica

Nove minuti che raccontano la spensieratezza e la quotidianità di vite che anni dopo saranno sconvolte dalle leggi razziste e dalla Shoah. Nelle immagini che scorrono in bianco e nero, il matrimonio di Silvio Della Seta e Iole Campagnano, una gita sulla spiaggia di Anzio e una nelle montagne della Valtellina. Una preziosa testimonianza di vita ebraica, catturata nel 1923 da Salvatore Di Segni, dietro cui si dipanano biografie personali e la storia dell’Italia dell’epoca. Undici in tutto le bobine dei filmati 35 mm. girati da Di Segni, ritrovate dal giornalista Claudio Della Seta, fatte restaurare e oggi custodite dal Centro di Documentazione Ebraica di Milano. Quante altre pellicole di questo tipo sono ancora in mano alle famiglie e aspettano di essere restaurate? Se lo è chiesto il Cdec che ha lanciato una campagna nazionale di raccolta, digitalizzazione e catalogazione dei filmati conservati dalle famiglie ebraiche in Italia ma ampliando il ragione d’azione e temporale: “è difficilissimo trovare pellicole preziose come quelle filmate da Di Segni o della famiglia Ovazza (girate tra il 1930 e il 1936) – spiega il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera – e per questo il nostro appello fa riferimento anche a pellicole del dopoguerra, il cui valore magari viene sottovalutato da chi le ha ma che possono rappresentare, in una società di immagini, una fotografia importante per raccontare la storia dell’ebraismo italiano”. Il progetto, spiega Luzzatto Voghera, è partito su impulso dell’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea, che aveva portato avanti un’iniziativa simile sulle famiglie operaie dell’azienda Olivetti: un lavoro di ricerca decisamente peculiare visto che Adriano Olivetti regalò a tutti i suoi operai una cinepresa. “La dice lunga sulla lungimiranza di personaggi come Olivetti – sottolinea il direttore del Cdec – Il materiale filmato dagli operai è stato prezioso per raccontare il territorio. E un lavoro simile è stato fatto anche con i valdesi. Quando è stato proposto a noi, abbiamo subito colto l’occasione e avremo al nostro fianco il Mibac e importanti istituzioni ebraiche”. A condividere l’impegno con Cdec e l’Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea, saranno infatti anche il Meis di Ferrara, il Memoriale della Shoah di Milano, la Fondazione Museo della Shoah di Roma, la Comunità ebraica di Torino e il Museo Nazionale del Cinema di Torino.
“Vecchie pellicole familiari e filmati amatoriali. Un patrimonio quasi sempre nascosto, rinchiuso in scatole ed armadi e impossibile da riprodurre perché nel frattempo il vecchio proiettore di casa è andato perduto. Sono testimonianze visive che propongono quadretti familiari, vacanze, ma anche panorami, immagini di città o eventi pubblici ai quali si è assistito. – spiegano dal Cdec nel lancio dell’iniziativa – Si tratta di una fonte importante, la cui consultazione può aiutare gli studiosi dell’età contemporanea a ricostruire ambienti, a dare volti e voce al Novecento delle famiglie e delle comunità ebraiche”.
L’appello è indirizzato a tutte le famiglie ebraiche o che hanno in parte legami con il mondo ebraico affinché mettano a disposizione il materiale filmato che conservano. “Spesso si pensa che questo materiale non sia di alcun interesse pubblico. I nostri ricercatori potranno valutarlo per capire se – al contrario – si tratti di filmati che contengono elementi di interesse che meritano di essere valorizzati”, sottolinea il Cdec.
I filmati verranno raccolti a Milano, Roma, Torino e Ferrara (presso: Fondazione CDEC di Milano, il Memoriale della Shoah di Milano, la Comunità ebraica di Torino, il Fondazione Museo della Shoah, il MEIS di Ferrara) e digitalizzati a Ivrea dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa. Si procederà poi alla loro catalogazione. “Questo passaggio, la catalogazione, è fondamentale per costruire una raccolta sistematica che possa essere utilizzata dai ricercatori e dagli studiosi per i loro lavori. Si tratta di costruire una vera offerta culturale e scientifica. E non sarebbe possibile senza il Ministero e senza gli enti ebraici coinvolti”.
I filmati verranno raccolti a Milano, Roma, Torino e Ferrara (presso: Fondazione CDEC di Milano, il Memoriale della Shoah di Milano, la Comunità ebraica di Torino, il Fondazione Museo della Shoah, il MEIS di Ferrara) e digitalizzati a Ivrea dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa. Si procederà poi alla loro catalogazione.
L’obiettivo finale sarà quello di costituire, on line, un “archivio di tutti”, che renda consultabile la memoria visiva del Novecento italiano.
Per informazioni: direzione@cdec.it
cinemaimpresa@fondazionecsc.it