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Rosh HaShanah – Timmermans:
“Ebraismo fondamentale per l’Europa”

“A nome della Commissione europea porgo i miei migliori auguri a tutti gli ebrei europei, ai loro amici, alle loro famiglie e agli ebrei di tutto il mondo che salutano il nuovo anno 5780: possiate celebrare la ricorrenza di Erev Rosh Hashanah con i vostri cari e passare serenamente le solenni festività che seguono”. È quanto dichiara in un messaggio Frans Timmermans, Primo Vice Presidente della Commissione Europea.
“Le antiche tradizioni di Rosh Hashanah – prosegue Timmermans – ci ricordano i valori profondi dell’ebraismo e ci consentono di celebrarne lo straordinario patrimonio e il contributo dato al nostro continente. L’Europa sarebbe diversa senza Sigmund Freud, Albert Einstein o Simone Veil, e l’ebraismo sarebbe più povero senza Maimonides o Raschi, Theodor Herzl o Golda Meir.
“Ciascuna comunità ebraica, ortodossa o liberale, ashkenazita o sefardita, possiede caratteristiche uniche che la rendono diversa e nel contempo unita nella forza, nella ricchezza del patrimonio culturale e nella stimolante vita della comunità. Le comunità ebraiche in Europa sono diverse, come diversa è l’Europa.
Rosh Hashanah ci offre l’occasione per valutare la situazione del continente: sfide come i cambiamenti climatici, le disuguaglianze sociali e la prossima rivoluzione tecnologica mettono alla prova i nostri valori e la nostra determinazione. In un mondo di incertezze l’Europa deve assumere un ruolo di primo piano nella difesa dei valori universali.
“Nell’anno che viene ricorrerà il 75esim

  • o anniversario della fine della Shoah e della liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau che ho visitato all’inizio di quest’anno in occasione della Giornata della memoria. Ho avuto la fortuna di parlare davanti a centinaia di giovani degli insegnamenti che dovremmo trarre e della responsabilità che tutti noi dobbiamo assumerci. Celebreremo inoltre il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino che ha portato alla fine dei regimi comunisti e ha significato al tempo stesso una vita più libera per gli ebrei che vivevano al di là della cortina di ferro e l’unificazione dell’Europa.
    “Abbiamo soprattutto il dovere di fare tesoro delle nostre democrazie, di coltivarle e difenderle. Sappiamo che laddove prospera l’estremismo, presto si annida il veleno dell’antisemitismo. Alla luce della nostra terribile storia della Shoah, abbiamo la speciale responsabilità di contrastarlo ovunque esso rialzi la testa. Sono lieto che siamo riusciti a portare il tema dell’antisemitismo alla sessione plenaria informale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, riconoscendo che l’antisemitismo e l’odio devono essere combattuti in tutto il mondo.
    “Gli ebrei europei sono giustamente orgogliosi della loro identità ebraica, in particolare i giovani. Per un’Europa aperta e tollerante è essenziale che le voci degli ebrei siano ascoltate e che la vita ebraica possa prosperare. Auguro a voi e alle vostre famiglie Shana tova u’metukah”.

    (27 settembre 2019)