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Il workshop che si apre a Firenze
Le tre religioni e l’intreccio di saperi

Un luogo e uno spazio di incontro per giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo che da oggi fino a venerdì sono a Firenze con l’obiettivo di confrontarsi sul rapporto e sugli influssi reciproci tra ebraismo, cristianesimo e islam, analizzando in particolare le differenze e i punti di contatto che in passato hanno contraddistinto le scuole rabbiniche e quelle cristiane, così come le madrasse islamiche. Prende il via in queste ore “Intrecci di saperi: educazione e cultura tra ebraismo, cristianesimo e islam (XIII-XIX sec.)”, un workshop internazionale organizzato per il quinto anno consecutivo dall’Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose. “L’atelier internazionale per giovani ricercatori che promuoviamo ogni anno rappresenta uno dei momenti più interessanti e formativi della nostra attività perché concorriamo a stimolare l’incontro e il confronto tra i giovani studiosi ed esperti e affermati docenti universitari” afferma Maurizio Sangalli, presidente dell’Istituto fiorentino, che nel pomeriggio inaugura i lavori del workshop assieme a Flavia Piccoli Nardelli, membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati e Alessandro Martini, assessore ai rapporti con le confessioni religiose del Comune di Firenze.I giovani ricercatori, cui è offerta una borsa di studio, sono in arrivo non solo dall’Italia, ma anche da Berlino, Bratislava, Boston, Harvard, Lviv e Warwick. Tra i relatori Giulio Busi, direttore dell’Istituto di studi ebraici alla Freie Universität di Berlino e curatore della mostra “Il rinascimento parla ebraico” da poco conclusasi al Meis. Un tema, quello della mostra, che sarà riproposto anche in questa nuova occasione di incontro. A coordinare i lavori delle tre giornate fiorentine, insieme al presidente Sangalli, il direttore scientifico Massimo Carlo Giannini dell’Università degli studi di Teramo. 

(2 ottobre 2019)