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Una chat di odio e violenza,
adolescenti fuori controllo

rassegnaOdio contro gli ebrei, i migranti, i disabili, pedopornografia, inni a Hitler e Mussolini. È l’inquietante elenco dei contenuti di una chat di giovanissimi, tra i 13 e i 19 anni, al centro di un’inchiesta della procura di Siena. “La chat dell’orrore era il regno degli adolescenti, con iscritti da tutta Italia: da Napoli a Torino. Aveva svastiche come icone. E un nome che fa rabbrividire: “The Shoah party”. Ci entravi se ti presentavano e ti invitavano con un link: ‘Clicca qui’. Oppure passavi attraverso Instagram. E il regno dell’orrore spalancava la bocca”, racconta La Stampa. “Era tutto un sopruso, una dominazione fisica e psicologica sul prossimo: malati, ebrei o bambini – racconta al quotidiano la madre che, dopo aver scoperto che il figlio faceva parte della chat in questione, ha denunciato tutto alle autorità – Avvisai le mamme degli altri ragazzi”, ma molte fecero finta di nulla. “Con il tuo gesto hai smascherato una rete nazionale di guardoni del male – scrive Massimo Gramellini nella sua rubrica sul Corriere, riferendosi alla donna che ha denunciato – Tuo figlio è uno di loro. Hai fatto la scelta più difficile, consegnandolo alla giustizia. Non ti senti bene, ma forse ti senti meglio”. “Adesso – racconta il papà di uno dei ragazzini finiti sotto inchiesta al Corriere – arriva la parte più difficile. Far capire al mio ragazzo la gravita di quella chat. Mi sono reso conto che lui ha vissuto tutto come un gioco, non ha percepito l’atrocità di quelle immagini e di quei video”. Per Sofia Ventura (La Stampa) “quella terribile chat forse dice molto non solo di un mondo di adolescenti che sfugge agli adulti, ma anche di una società che non sa più raccontare e riconoscere il male”.

Fuori CasaPound. I quotidiani riportano che anche i neofascisti di CasaPound saranno in piazza con la Lega sabato 19 ottobre per la manifestazione contro il governo Pd-Cinque Stelle. A riguardo Repubblica intervista Tobia Zevi, presidente dell’osservatorio “Roma puoi dirlo forte”, che chiede al leader della Lega Matteo Salvini di prendere le distanze da CasaPound e simili. “Sabato dovrebbe respingere la presenza dei movimenti di estrema destra in piazza. – afferma Zevi – E poi, da ex ministro dell’Interno, evitare di legittimarli nei suoi discorsi pubblici, invitando a chiuderli e a cancellare le prebende che ancora gli sono riconosciuti”.

L’attacco di Halle, un monito per l’Europa. A distanza di una settimana dall’attentato antisemita in Germania, ad Halle, il Corriere dà spazio alla riflessione dell’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte secondo cui è “sempre necessario richiamare le ragioni per cui ogni forma di antisemitismo sia intollerabile e ferisca al cuore tutti noi, debitori come siamo verso l’ebraismo di valori irrinunciabili”.

Medio Oriente in mano russa. Il nuovo assetto degli equilibri mediorientali, dopo l’abbandono americano della Siria e l’invasione turca, regala alla Russia il ruolo di assoluta protagonista. Il presidente russo Vladimir Putin è già stato definito “dagli analisti la ‘regina’ della partita di scacchi in Medio Oriente, capace di muoversi in ogni direzione. – scrive Repubblica – Con lui tutti parlano o vogliono parlare, anche solo per avere una via di comunicazione con i nemici”. Il quotidiano fa un quadro dei diversi paesi dell’area e, per Israele, riporta l’invito del giornale Yedioth Ahronoth al proprio Premier Netanyahu di “di nascondere le foto con Trump e tirare fuori quelle con Putin”, perché “Trump abbandona gli alleati”. Secondo Fiamma Nirenstein sul Giornale il problema non è la politica americana ma l’integralismo islamico, che si è riacceso con l’avanzata turca. Per Nirenstein Washington non rimarrà indifferente a questa situazione: “gli Usa da sempre, e non con Trump, (vedi Obama con la Libia, con l’Irak, l’Afghanistan, col famoso tradimento della ‘linea rossa’ di Assad) se ne sono andati dal Medio Oriente un sacco di volte. Ma poi ci tornati”.

16 ottobre 1943. Ieri davanti al Tempio Maggiore di Roma è stata ricordata la razzia nazifascista del 16 ottobre 1943. “È una data che ferì la nostra città e la Comunità ebraica romana. – le parole del sindaco della Capitale Virginia Raggi, riportate in una breve dal Corriere – Roma non dimentica la tragedia della Shoah, perché senza memoria non c’è futuro”.

Bologna ebraica, intensificare la sicurezza. Nelle pagine bolognesi del Resto del Carlino si parla del progetto per migliorare e rendere più efficace la sicurezza della sinagoga della città, proposto – al comitato per l’ordine pubblico che si è tenuto ieri in Prefettura – da Daniele De Paz, architetto e presidente della Comunità ebraica di Bologna. Il progetto, spiega De Paz, “ha l’obiettivo di rendere più efficace il servizio di vigilanza e di razionalizzare le risorse impiegate”.

Segnalibro. Torna in libreria, Sulla fede (Treccani), l’indagine dello scrittore Giorgio Pressburger sulla religiosità. Il volume viene presentato oggi sul Corriere della Sera con un testo a firma di Claudio Magris: “Se non credi, comportati come se credessi – dice un racconto di Isaac Bashevis Singer – la fede verrà dopo”, scrive Magris, spiegando che “La fede non è dunque un complesso di articoli, di affermazioni cui si crede, come si può credere a una teoria fisica o, sia pure con una logica diversa ma con una analoga specificità, al programma politico e sociale di un partito. La fede, sottolinea infatti giustamente Giorgio Pressburger, è diversa dalla religione, da ogni religione”. A proposito di fede e religione, su Avvenire si parla invece del volume di Paolo Naso, giornalista e politologo, autore di “Le religioni sono vie di pace”. Falso! (Laterza).

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked