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Stati Generali UCEI, confronto aperto
su educazione e formazione ebraica

Schermata 2019-12-15 alle 14.05.12Educazione e formazione ebraica: da 0 a 120 anni. È il tema degli Stati Generali dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che hanno preso il via nelle scorse ore a Roma con la partecipazione in sala di presidenti, assessori, consiglieri, rabbini, segretari e personale dipendente delle 21 Comunità.
Un’occasione di incontro e confronto che si protrarrà fino a tarda serata e che è possibile seguire in diretta a questo link.
Ad aprire i lavori la Presidente dell’Unione Noemi Di Segni, che ha ricordato come l’educazione segni il percorso di una vita dalla nascita fino alla fine. Molti i temi evocati nella sua relazione introduttiva, sia sul fronte interno che esterno. La sfida di tener viva la luce dell’identità, la lotta contro odio e delegittimazione nel discorso pubblico, le parole che anche internamente all’ebraismo italiano mettono in pericolo convivenza e futuro. Temi e problemi aperti per un confronto che, si è augurata Di Segni nel suo intervento, sia condotto all’insegno di coraggio, sincerità e profondità.
Ad aprire gli Stati Generali anche alcune riflessioni del rav Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova e assessore al Culto dell’Unione, che ha ricordato gli alti valori morali ebraici da preservare ed enfatizzato il legame speciale tra Diaspora e Stato di Israele. Un concetto ripreso nel suo saluto anche dall’ambasciatore israeliano Dror Eydar. “Oggi – ha detto il diplomatico – il mondo si relaziona in modo diverso con gli ebrei, anche perché hanno uno Stato forte che è un presidio a difesa di tutto il mondo libero”. Un presidio non da tutti gradito in un momento in cui, ha detto Eydar, “antisemitismo e antisionismo si intrecciano”. Ma sono molti, ha poi aggiunto, le note liete in questo senso. Come l’adozione da parte di un numero crescente di Paesi della definizione di antisemitismo dell’Ihra. “La sfida – ha sottolineato – è di far allineare anche l’Italia”.