moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

L’evento organizzato dall’UCEI
“Diamo tutti un calcio al razzismo”

“Oggi più che mai è fondamentale ribadire l’importanza di uno sforzo senza tregua contro le parole dell’odio, troppo spesso egemoni nelle curve degli stadi. Una minaccia che non si limita ai novanta minuti di gioco, ma che dagli stadi finisce per propagarsi in tutta la società italiana. Dare un calcio al razzismo è impegno non più procrastinabile”.
È lo spirito con cui Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha ideato l’evento “Un calcio al razzismo” svoltosi ieri pomeriggio nella sede del Centro Schermata 2020-01-17 alle 10.57.40Bibliografico UCEI. La presidente dell’Unione ha convocato i vertici di sport e calcio italiano, che hanno prontamente aderito. Un momento prezioso per fare il punto sulla consistenza della minaccia ma anche per annunciare nuove iniziative sia di contrasto all’odio sugli spalti (come riconoscimento facciale ad alta definizione e radar passivo) che di sviluppo valoriale, in particolare tra i giovani. “I calciatori – ha detto Di Segni nel corso dell’evento, raccontato in queste ore su tutti i più importanti media italiani – devono avere il coraggio di dire no, in questa partita non gioco. E le società devono prendersi delle responsabilità nel gestire tifoserie di estrema destra, perché le curve non sono dei partiti politici”.
Accanto a Di Segni, protagonisti dello spazio istituzionale, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, l’ad della Lega Calcio Serie A Luigi De Siervo e il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. A portare una testimonianza anche Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, da sempre in prima linea contro razzismo e parole di odio. A seguire è poi intervenuto il patron della Lazio Claudio Lotito, che pure ha richiamato l’urgenza di questo impegno. Al suo fianco il calciatore biancoceleste Jordan Lukaku. Anche la vicepresidente del Coni Alessandra Sensini ha ribadito l’importanza della posta in gioco.
Numerose le delegazioni di club professionistici presenti in sala. Tra loro tante giovane e tanti giovani calciatrici. Tutti hanno poi firmato il “Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport” realizzato dall’associazione Parole O_Stili. Un documento che, come ha ricordato la sua ideatrice Rosy Russo, è il risultato di una sintesi dei tanti contributi raccolti tra gli addetti ai lavori. Significativa in questo senso la decisione del direttore di Sky Sport Federico Ferri di donare all’UCEI i dvd di alcuni speciali che intrecciano narrazione sportiva e sfida della Memoria, con l’obiettivo di portarli insieme nelle scuole.
Nel corso dell’incontro, moderato dalla giornalista Paola Severini Melograni, il ministro Spadafora ha dato un importante annuncio: “Sto già lavorando con il presidente della Figc, Gabriele Gravina, all’introduzione di nuove tecnologie che possano aiutarci anche facendo pressione, legittima, sulle società affinché le applichino. Gravina ha avuto un’ottima idea sulla quale ci siamo confrontati, anche insieme ai suoi tecnici”. Ha poi aggiunto il ministro: “Credo davvero che, nel giro di molto poco, avremo nuove misure tecnologiche estremamente avanzate e mai ancora utilizzate nel nostro paese”. Per Spadafora l’UCEI “ha fatto benissimo a organizzare questo incontro, perché da quando mi sono insediato l’ho detto subito, dobbiamo mettere in atto strumenti molto concreti, non solo quando ci sono i cori e occasioni gravi”.
Ha confermato lo stesso Gravina: “Nel medio termine speriamo di arrivare alla sperimentazione di quello che abbiamo chiamato radar passivo, mentre a lungo termine c’è il fatto culturale con il lavoro nelle scuole verso quelli che saranno i tifosi di domani”.
Così invece De Siervo: “Il razzismo ci sta mangiando da dentro. Non c’è tempo da perdere, dobbiamo fare in due anni quello che in Inghilterra la Thatcher ha fatto in 10 anni”. Noi, ha detto ancora, “dobbiamo prendere uno per uno le persone che stanno rovinando questo sport meraviglioso: con il riconoscimento facciale è possibile, questo è il lavoro silenzioso che si sta facendo”.
Parlando a nome di tutti i calciatori italiani, Tommasi ha detto: “È fondamentale essere allineati contro il razzismo e l’antisemitismo negli stadi, un tema che ci sta a cuore e del quale si sta parlando a livello internazionale da più mesi”.
Tra i presenti il direttore dell’Unar Triantafillos Loukarelis, che in marzo inaugurerà un osservatorio sul razzismo negli stadi che si candida ad essere un punto di riferimento per tutto il sistema. Un tema che sta a cuore anche all’associazione Gariwo, rappresentata in sala dal suo presidente Gabriele Nissim, che ha da poco lanciato una “carta delle responsabilità” per lo sport.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(16 gennaio 2020)