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Milano – Arte e Memoria in viaggio

malpensaLuoghi di passaggio dove i viaggiatori possono soffermarsi per riflettere sulla ferita della persecuzione antiebraica. L’arte come strumento per portare avanti questa riflessione. Ha aperto in queste ore agli aeroporti di Milano la mostra Arte nella Shoah, promossa dall’Associazione Figli della Shoah e dall’Associazione NoiSea nell’ambito delle iniziative del Comune di Milano per la “Giornata della Memoria 2020”. “Durante i terribili anni della Shoah, l’arte riuscì a lottare contro le tenebre, e lo ha fatto grazie a tutte le persone che nei campi di concentramento, nei ghetti e in clandestinità trovarono la forza di esprimere la loro creatività inseguendo una speranza di vita, di resilienza e di rinascita”, spiegano gli organizzatori della doppia esposizione curata dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ed esposta a Linate e a Malpensa. Si tratta di una selezione di opere create durante i nefasti anni della persecuzione antiebraica (1939-1945) da venti artisti, quasi la metà dei quali non sopravvisse. Le opere riflettono la tensione tra la propensione a documentare i tragici eventi subiti e il desiderio di affrancarsi attraverso l’arte per trascendere nelle dimensioni della bellezza, dell’immaginazione e della fede. Nel ritrarre i propri confratelli, gli artisti ebrei hanno cercato di lasciare una traccia per le future generazioni, lottando così contro il processo di disumanizzazione e annientamento perpetrato dai nazisti. “Ogni opera d’arte risalente alla Shoah racconta almeno tre storie – spiega l’Associazione figli della Shoah – quella del dipinto, quella dell’artista, e quella della conservazione dell’opera stessa”. A completare l’esposizione, il video con i disegni di Aldo Gay, pittore romano che fu testimone della razzia nazifascista del 16 ottobre 1943 nella Capitale. A ricordare il segno lasciato da quegli eventi sul padre Aldo, il figlio Sandro, presente all’inaugurazione milanese.