Firenze – “Memoria, sfida di conoscenza”

“Dall’istituzione del Giorno della Memoria celebro questa ricorrenza non come un vuoto rituale, ma come una comune, sentita esperienza di conoscenza e crescita personale”. La professoressa Ida Zatelli, professoressa ordinaria di Lingua e letteratura ebraica all’Università di Firenze, ha confermato questo suo approccio anche nell’ultima iniziativa organizzata in facoltà, presso la Sala Comparetti della Biblioteca Umanistica, dedicata a Shoah e letteratura.
Significative le relazioni tenute in questa sede, moderate e introdotte dalla stessa Zatelli: a prendere la parola Alberto Cavaglion (Primo Levi e la questione delle fonti letterarie), Valeria Dei (Irène Némirovsky e l’impossibile oblio delle origini), Alberto Legnaioli (Aharon Appelfeld e la figura del sopravvissuto nella letteratura israeliana) e Daniel Vogelmann (Testimonianza di un figlio della Shoah). In apertura i saluti istituzionali di rappresentanti dell’Università fiorentina e del presidente della Comunità ebraica David Liscia. “La letteratura e l’arte rappresentano la vera voce dell’umanità capace di raggiungere tutti, una voce destinata a durare molto a lungo, che apre la mente e il cuore a una comprensione più profonda e acuta. Per questo – spiega Zatelli – è così importante la testimonianza degli scrittori di altissimo rilievo”.
Sempre di letteratura (e di infanzia spezzata) si è parlato a Sesto Fiorentino, sede di una nuova presentazione del libro “Barbari nel Secolo XX”, scritto da Leo Neppi Modona, allora bambino, che al tempo dell’emarginazione e delle persecuzioni antiebraiche ha redatto una cronaca diretta degli avvenimenti che, come ha ricordato la sorella Lionella, curatrice assieme a Caterina Del Vivo dell’opera recentemente ristampata dall’editore Aska, hanno posto bruscamente fine alla sua infanzia spensierata ma nutrita da precoci letture e conoscenze. Nel vasto auditorium del I.I.S. comprensivo Piero Calamandrei circa 150 alunni delle classi superiori tutti molto ben preparati dai loro insegnanti con la guida della vice-preside Sara Renda: alcuni hanno letto dei brani del libro, altri hanno rivolto delle domande alle due curatrici. Lo scrittore Roberto Vigevani, autore della prefazione e amico di Leo fin dalla prima infanzia, con il suo intevento ha brillantemente chiuso la mattinata di studio svoltasi alla presenza del sindaco Lorenzo Falchi che, nel suo saluto, ha voluto ricordare anche l’incontro di due anni precedente in biblioteca con la partecipazione di rav Amedeo Spagnoletto. Il libro di Leo Neppi Modona è stato anche alla base delle testimonianze portate da Lionella a un incontro tenutosi venerdì mattina con gli alunni delle terze classi del Liceo Michelangelo di Firenze. L’istituto in cui studiò rav Nathan Cassuto, il rabbino capo del capoluogo toscano rimasto ucciso nella “marcia della morte”.

(2 febbraio 2020)