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Qui Torino – La Shoah e l’infanzia cancellata

IMG-1037Un tema di forte impatto, quello sui rapporti tra leggi razziali, Shoah e infanzia e sugli effetti delle leggi sul mondo infantile, non può non essere trattato in modo interdisciplinare e sotto più angoli visuali. Un evento significativo, a margine del Giorno della Memoria, è quello organizzato a Torino dal Centro Torinese di Psicoanalisi e dalla Comunità ebraica della città in un incontro dedicato a Infanzia e Memoria della Shoah.
Dopo la presentazione di Giorgio Astengo, psicoanalista, presidente del Centro Torinese Psicoanalisi e di Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica e dopo una toccante introduzione di Sarah Randaccio, psicoanalista e consigliera della Comunità, il rabbino Alberto Somekh ha parlato del rapporto tra Shoah e memoria, mentre lo storico Bruno Maida, autore di La Shoah dei bambini. La persecuzione dell’infanzia ebraica in Italia (1938-1945), (edito da Einaudi), ha tracciato un quadro – molto attuale oggi, quando non poche Corti dei Conti negano l’assegno di benemerenza a chi ha subìto le persecuzioni razziali da bambino, perché le sofferenze e i danni ricadrebbero sui loro genitori e non sui bambini – sullo sradicamento e l’insicurezza lasciata dalla legislazione razzista nei più piccoli.
E ancora, Stella Bolaffi, psicoanalista, ha raccontato la sua esperienza dapprima di bambina nelle leggi razziali, ben descritta nel suo libro La balma delle streghe.L’eredità della mia infanzia tra leggi razziali e lotta partigiana (edito da La Giuntina), e poi di psicanalista.
Ne è emerso un mosaico composito di esperienze e di convergenze, con un filo rosso rappresentato dalla circostanza imprescindibile per la quale il regime fascista iniziò ad attuare la discriminazione proprio dal mondo della scuola. E quindi i bambini ebrei, dapprima espulsi, poi separati, esclusi e infine internati e molti di loro vittime senza ritorno della Shoah, furono vittime tra le vittime: le leggi razziali furono l’invasione delle loro vite perché vennero cancellate in un corpo unico la scuola, il gioco, le relazioni con i piccoli amici.