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Rivlin: “Questo maledetto terrore
non riuscirà ad alzare la testa”

Continua la caccia all’uomo delle forze di sicurezza israeliana per assicurare alla giustizia il terrorista che alle prime ore del mattino ha ferito a Gerusalemme dodici soldati, investendoli con la sua auto. Uno dei feriti è stato ricoverato in condizioni gravi. “Quando siamo arrivati sul posto abbiamo visto il caos; tre giovani giacevano sul marciapiede, e nelle vicinanze si sono radunati altri nove feriti”, ha raccontato ai media il medico Oz Pollak, intervenuto sul luogo dell’attacco. L’auto dell’attentatore è stata trovata nella città palestinese di Beit Jala fuori Betlemme ma l’autista è ancora a piede libero. I soldati presi di mira dal terrorista erano della Brigata Golani e si stavano dirigendo verso l’area del Muro occidentale nella Città Vecchia, ha spiegato il portavoce dell’esercito Hidai Zilberman. “Non permetteremo al maledetto terrore di alzare la testa e lo combatteremo senza compromessi”, ha dichiarato il Presidente d’Israele Reuven Rivlin.
“L’odio contro Israele torna a colpire per le strade di Gerusalemme, scenario di un nuovo attacco terroristico rivolto contro un gruppo di soldati deliberatamente travolti da un’automobile in corsa. Una metodologia di attacco purtroppo già sperimentata in passato, in Israele come in molte città europee. – il messaggio di solidarietà dall’Italia della Presidente UCEI Noemi Di Segni – A tutti i feriti, a chi lotta per la sopravvivenza e ai loro familiari va il nostro abbraccio solidale”.
Secondo Zilberman, una prima indagine sull’attentato ha rilevato che i soldati erano in piedi sul marciapiede quando l’auto li ha investiti improvvisamente ad alta velocità senza dare il tempo di reagire. Il veicolo è poi fuggito rapidamente dalla scena, dando il via a una caccia all’uomo su larga scala da parte delle forze di sicurezza israeliane. “È accaduto tutto in pochi secondi. – ha spiegato Zilberman – Sappiamo che alcuni soldati hanno cercato di mettere dei caricatori nelle loro armi e hanno cercato di inseguire l’auto, ma è successo tutto troppo in fretta”.
L’attacco arriva in un momento di tensione crescente nell’area dopo le contestazioni dei palestinesi del piano di pace proposto dal presidente americano Donald Trump. Il movimento terroristico di Hamas nelle scorse ore ha invitato i palestinesi a intensificare gli scontri con Israele e le violenze si stanno inasprendo: l’esercito israeliano confermato la morte di un adolescente palestinese negli scontri con i soldati nella città di Hebron. Il giovane, spiega l’esercito, aveva lanciato una molotov contro le forze i sicurezza. Nelle scorse ore inoltre un agente della polizia di frontiera israeliana è stato leggermente ferito in un attacco a fuoco nella Città Vecchia di Gerusalemme. L’attentatore è stato colpito da altri agenti sul posto. Ancora, in Cisgiordania, a Jenin – uno dei luoghi dove gli scontri sono più aspri – un cadetto della polizia dell’Autorità nazionale palestinese è stato ucciso in circostanze che, secondo l’esercito israeliano, non sono chiare e per questo è stata avviata un’indagine. Il governatore dell’Anp di Jenin, Akram Rajoub, ha accusato – parlando al Times of Israel – un cecchino israeliano di essere responsabile della morte del giovane cadetto. Le forze di sicurezza d’Israele in quel momento erano impegnate nella demolizione di una casa proprio a Jenin, dove poi sono scoppiati gli scontri violenti.