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Un’idea di noi

david bidussa sitoDel pericolo di annientamento e della sconfitta dell’annientatore la memoria ebraica ha definito due paradigmi. Entrambi stanno in Shemot a pochi capitoli di distanza. Il primo è la liberazione dall’Egitto; il secondo l’episodio di Amalek. Il primo è entrato nel calendario civile con una storia di liberazione. Il secondo invece non ha una data, ed è diventato un concetto. Il primo è un luogo della memoria (ha una festa, un rito, un testo, una pratica). Il secondo è una metafora, che non ha una data, che si incontra, come è detto “generazione in generazione” [Es., 17,16]. In ogni caso la vittoria su Amalek non dà luogo a una festa. Perché? Provo a rispondermi così: se è possibile avere un’idea dell’arco solo descrivendo ciascuna pietra come fa Marco Polo a Kublai Khan (in “Le Città invisibili” di Calvino), così possiamo raccontare la liberazione con un rito ma poi solo incontrando ad ogni generazione Amalek riusciamo a darci un’idea di noi.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(9 febbraio 2020)