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Gigliola Colombo Lopez (1924-2020)

gigliola colomboCordoglio nel mondo ebraico per la scomparsa a Milano di Gigliola Colombo Lopez all’età di 95 anni. “Ha avuto una lunga vita densa di grandi soddisfazioni e anche momenti difficili. Le prime più dei secondi. Grazie anche alla lungimiranza dei miei nonni che nel 1940 poterono fare i bagagli e scappare nelle Americhe. Fu laggiù che nel dopoguerra mio padre, in visita a suo fratello, conobbe due grandi occhi verdi, simpatia accattivante, una bella presenza, ospite per la cena di Pesach dai cugini Calabi a New York. E da quel giorno vissero felici e contenti”. Il ricordo del figlio Fabio Lopez Nunes. Maestra della scuola ebraica milanese, a lungo tra le colonne della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, Colombo era nata nel 1924 a Roma. Con l’infamia delle Leggi razziste del 1938, la famiglia scelse di lasciare l’Italia, trasferendosi negli Stati Uniti, dopo un passaggio in Argentina. Come ha raccontato il figlio Fabio, fu negli Stati Uniti che la madre conobbe il futuro marito, Guido Lopez, celebre scrittore e giornalista. Con lui si stabilirà nel dopoguerra a Milano, partecipando attivamente alla ricostruzione della Comunità ebraica locale. Tra i suoi impegni, il lavoro al Cdec, in particolare prendendo parte negli anni ’70 alla ricerca sulla deportazione degli ebrei dall’Italia insieme alla storica Liliana Picciotto. “Era una persona dolcissima, molto pacata, molto saggia ed equilibrata, e per questo era un punto di riferimento – ricorda Picciotto – Io contavo moltissimo su di lei e nella ricerca sulla deportazione in Italia, nel lavoro di interviste con sopravvissuti metteva sempre una grande dose di passione e allo stesso tempo di pietas”. Parlare con i Testimoni, farsi raccontare le tragedie personali in un momento in cui il tema della Shoah non era così diffuso, ricorda la storica, era molto più complicato di quanto non sia oggi e serviva molta delicatezza. “Conoscevo benissimo suo marito Guido che seguiva da vicino il lavoro del Cdec, dando consigli preziosi. All’epoca non c’erano confini tra il tempo del lavoro e quello della famiglia, almeno al Cdec. È un’osmosi che ritengo positiva e che esiste ancora oggi. Il Cdec entra nella famiglia e la famiglia nel Cdec, valeva per me come per Gigliola”, sottolinea Picciotto, ricordando gli anni di lavoro insieme e la lunga amicizia. “Gigliola arrivava sempre in bici. E allora non era così usuale come oggi. Lei era così, un po’ demodé, una cultrice della vita semplice e senza fronzoli. E noi l’apprezzavamo per questo”.
Come hanno annunciato i figli Fabio e Irene, i funerali si sono tenuti nelle scorse ore al cimitero ebraico in via Jona, a Milano.