Informazione – International edition
La resilienza dell’Italia ebraica

L’emergenza coronavirus in primo piano nell’ultima uscita di Pagine Ebraiche International Edition. Come si evince dai diversi approfondimenti dedicati al tema, anche le Comunità italiane, e in particolare quelle del Nord, affrontano ore difficili, senza però rinunciare alla solidarietà e alla speranza. È proprio questo il senso del messaggio lanciato dall’Assemblea dei Rabbini d’Italia per una preghiera alla luce della diffusione del virus e per la guarigione di coloro che in tutto il mondo ne sono stati contagiati. “Invitiamo a cogliere questo momento di difficoltà e disorientamento come l’occasione per riflettere con animo più aperto e sensibile sulle nostre scelte di vita e sui valori di riferimento,” si legge nell’incipit del messaggio (traduzione di Mattia Stefani e Claudia Azzalini, studenti della Scuola Traduttori e interpreti di Trieste che stanno svolgendo il proprio tirocinio nella redazione giornalistica dell’UCEI). A fotografare un momento non semplice per la kehilla milanese è un articolo ripreso dalla rubrica Italics che racconta tra l’altro la necessità di annullare la festa di Bar Mitzva di un tredicenne, con invitati che dovevano arrivare da tutto il mondo. Tanti i paesi che nel mondo prendono precauzioni a fronte del possibile arrivo del virus tramite viaggiatori provenienti dall’Italia: fra questi Israele con alcune delle misure più stringenti, che prevedono il divieto d’ingresso per chiunque non abbia cittadinanza o residenza nel paese e due settimane di quarantena domiciliare per tutti gli altri. A spiegare le motivazioni alla base di tale decisioni ed esprimere la vicinanza a tutta l’Italia e in particolare alle sua comunità ebraica è stato in un messaggio inviato all’UCEI l’ambasciatore israeliano a Roma Dror Eydar.
Anche la storica Anna Foa, nella rubrica Bechol Lashon, questa settimana in lingua spagnola (grazie alla traduzione di Sara Volpe), parla di coronavirus, e ricorda come questo genere di emergenze abbiamo troppo spesso nella storia scatenato la caccia al capro espiatorio, come nel caso della peste nera del 1348. Ancora per i lettori dell’edizione internazionale la notizia che la direttrice del Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara Simonetta Della Seta al termine del suo quadriennio nel ruolo andrà a dirigere il dipartimento per l’Europa dello Yad Vashem di Gerusalemme. Il board del Meis ha espresso le proprie congratulazioni, mentre è stato aperto un bando per la nuova direzione del museo (versione inglese curata da Sara Facelli). Infine in pilpul, il docente dell’Università di Bar Ilan Yaakov Mascetti si occupa di un altro avvenimento di stretta attualità, le elezioni israeliane, con una riflessione sul concetto di identità, identità ebraica, identità israeliana e di come esso vada a governare scelte e azioni e sia al centro della scena politica del paese.

(3 marzo 2020)