Joseph Varon (1926-2020)

“Ai giovani dico questo: di leggere molto, studiare la Storia e ponderare sulle conseguenze nefaste che possono scaturire da una politica nefasta”. Questo il messaggio che Joseph Varon aveva voluto condividere in occasione della solenne cerimonia per il Giorno della Memoria al Quirinale del 2017. Un breve ma significativo intervento, per ricordare un pezzo del suo drammatico vissuto e invitare le nuove generazioni alla consapevolezza.
Joseph era infatti uno dei pochi ebrei di Rodi scampati al massacro. Lui come i suoi fratelli. La Shoah aveva invece inghiottito il padre e la madre. Sul braccio il numero B7501, con cui fu marchiato ad Auschwitz e da lì fatto arrivare, con una marcia della morte, fino a Mauthausen. Saranno gli americani a liberarlo.
Grande la commozione in tutto l’ebraismo italiano. “Con la scomparsa di Joseph Varon – afferma Noemi Di Segni, presidente UCEI – ci lascia uno degli ultimissimi Testimoni della Shoah ancora in vita. Una perdita grave per i suoi cari e per tutti noi che lo abbiamo conosciuto e per chi ha avuto il privilegio di ascoltare le sue parole di sofferta e straziante memoria, pronunciate anche al Quirinale. Un punto di riferimento, in questi tempi bui, per contrastare l’antisemitismo e il negazionismo dilaganti. Grazie Joseph, per tutto quello che ci hai trasmesso e testimoniato, con una certa timidezza, ma sicuramente con coraggio. Che il tuo ricordo sia di benedizione”.
Così invece la presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello: “Joseph Varon, che era nato a Rodi ed è arrivato qui dopo i campi di sterminio, era diventato parte della Comunità ebraica di Roma che oggi ne piange la scomparsa. Una grande perdita per l’intera società che ci rende tutti più tristi”.

(Nell’immagine Varon durante il suo intervento al Quirinale)

(3 marzo 2020)