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Leone Ravenna

gadi luzzatto vogheraCento anni fa moriva a Ferrara Leone Ravenna, uno dei padri fondatori dell’ebraismo italiano come lo conosciamo oggi. Si direbbe, con prosa ottocentesca, che si tratta di una figura immeritatamente caduta nell’oblio. La “scheda person” della digital library del CDEC ci ricorda la sua data di nascita (1837) e ci parla sinteticamente della sua attività di avvocato e di editorialista per riviste ebraiche quali l’Educatore israelita, il Vessillo e le Archives Israelites. Ci dice anche che fu animatore dell’Alliance Israélite Universelle. Ma se si scava nel sito si scopre che esiste un fondo archivistico intitolato a Leone e a suo figlio Felice Ravenna. Il primo, quello che vogliamo ricordare qui con il pretesto del centenario della scomparsa, è stato fra gli animatori principali del primo congresso israelitico italiano che si tenne a Ferrara nel 1863 (studiato da Tullia Catalan, che ne ha ben tratteggiato le dinamiche in diversi saggi). Si trattò del primissimo tentativo (fallito) di organizzare le comunità ebraiche italiane in maniera coordinata. Ravenna dovette attendere quasi mezzo secolo prima di riuscire a creare assieme ad Angelo Sereni nel 1911 il Consorzio delle Comunità Israelitiche Italiane, primo nucleo di quella che poi sarebbe diventata l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane. Unione che fu presieduta per molti anni dal figlio, Felice Ravenna, esponente di punta del movimento sionistico in Italia e protagonista della complicata vicenda vissuta dalle comunità ebraiche italiane durante il ventennio fascista. Pillole di storia, ma importanti da conoscere, per non dimenticare le radici su cui fondano il tronco e i rami dell’ebraismo in Italia.

Gadi Luzzatto Voghera, Direttore Fondazione CDEC

(13 marzo 2020)