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Nuovi contagi, piccolo calo
“Serve mantenere il rigore”

rassegnaPer il secondo giorno consecutivo, la protezione civile registra una flessione nella crescita di nuovi contagi e di vittime da coronavirus in Italia. In Lombardia, la regione più colpita, il Corriere parla di frenata dei ricoveri e dei decessi ma ricorda come sia troppo presto per parlare di una tendenza. “Non mi sento di sbilanciarmi, il trend si conferma soltanto con i dati raccolti giorno dopo giorno. Mai come adesso è necessario essere rigorosi. La sfida è evitare che il Centrosud si trovi in una situazione analoga a quella delle regioni del Nord più colpite”, avverte il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Una cautela confermata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli, intervistato da Repubblica: “le misure di due settimane fa iniziano a sentirsi. Nelle prossime dovremmo vedere altri effetti, capiremo se davvero la curva della crescita si sta appiattendo. l numeri restano alti: 63 mila contagiati”. Ma, aggiunge Borrelli, “il rapporto di un malato certificato ogni dieci non censiti è credibile”. Quindi i contagiati totali sarebbero 600mila. E intanto l’Italia ha bisogno di ventilatori da terapia intensiva e mascherine ma Russia, Romania, Turchia hanno bloccato l’esportazioni. Nel nostro paese, afferma Borrelli, “deve partire la produzione nazionale, prima possibile. L’Italia su certi beni così importanti, ora capiamo vitali, deve cambiare traiettoria, fare scorte, reinsediare filiere sul territorio”.

App, droni a controllare e nuove sanzioni. Multe e sequestro delle auto o delle moto per chi non rispetta i divieti, droni per monitorare gli spostamenti dei cittadini. È una delle nuove misure che adotterà il governo per punire chi trasgredisce la quarantena, racconta il Corriere. Il quotidiano descrive inoltre una app, utile per monitorare chi è stato contagiato: “i cittadini risultati positivi al tampone del Covid-19 dovrebbero scaricarla sul proprio smartphone in modo da consentire alle autorità di verificare attraverso le reti telefoniche e wi-fi se siano entrati in contatto con altre persone che a loro volta sarebbero sottoposte a controllo”. In Israele, dopo le polemiche sull’uso della tecnologia antiterrorismo, ne è stata introdotta una in collaborazione con il ministero della Sanità che permette il monitoraggio senza profilare l’utente (Haaretz).

Il dialogo tra governo e opposizioni. Grazie alla mediazione del Presidente della Repubblica Sergio Matarella, il Presidente del Consiglio Conte ha incontrato i leader delle opposizioni – Lega, Fdi e Fi – che avevano protestato contro l’uso reiterato dei dpcm (Repubblica). “Non è pensabile che un’emergenza come la pandemia da coronavirus sia combattuta senza una consultazione costante tra governo e minoranze. – il commento di Massimo Franco sulla prima del Corriere della Sera – Preoccupa un Parlamento ridotto a istituzione a mezzo servizio di fronte a misure che toccano le libertà fondamentali: per quanto si tratti di scelte obbligate. Certo, colpisce il leader leghista Matteo Salvini nei panni di difensore delle Camere, dopo che per anni ha brillato per assenteismo: c’è da sperare che la sua sia una conversione sincera e non strumentale”.

Medio Oriente, collaborazione anti-virus. I media israeliani in questi giorni riportano di una collaborazione attiva tra israeliani e palestinesi per evitare il diffondersi del contagio sia a Gaza che in Cisgiordania. Secondo quanto scrive Avvenire, “la Lega Araba ha chiesto alla comunità internazionale di esercitare la massima pressione su Israele affinché rilasci i palestinesi detenuti nelle sue carceri – oltre 5mila, 700 gli anziani – e fornisca loro tutta la protezione necessaria per far fronte all’emergenza coronavirus”. A proposito d’Israele, citando le affermazioni del ministro della Difesa Naftali Bennett, Giuliano Ferrara sul Foglio si chiede se: “Non avranno ragione i ministri israeliani e i tecnici inglesi quando dicono che per combattere il virus con efficacia il distanziamento sociale che deve essere imposto è quello tra i più esposti e i meno esposti? Una pista da seguire, anche per il dopo”. In realtà anche in Israele si va verso il modello italiano (o cinese): lockdown sempre più stringente, come raccontano gli annunci del Premier Benjamin Netanyahu delle scorse ore.

Il virus che ci cambia. Su La Stampa editoriale a firma del filosofo francese Bernard-Henry Lévy che avverte come, finita la pandemia, non sarà comunque lo stesso mondo di prima. “È una scommessa già vinta che il mondo di domani non sarà, nel bene e nel male, lo stesso di ieri. Nel male: una Cina che avrà l’occasione di impartirci lezioni sulla gestione delle crisi sanitarie. Nel male: la tentazione di ripiegare, di chiudersi in una fortezza e di dare l’addio al mondo, l’altro, quello degli afflitti e dei dannati. Nel bene: i cittadini di Milano e Parigi alle finestre degli edifici per salutare questi ussari bianchi della Repubblica che sono i nostri operatori sanitari. Cosa, di questo o di quello, dell’umiliazione delle democrazie o della loro nobiltà prevarrà? Spetterà a ciascuno di noi, nel dolore e nella fede, deciderlo”.

“Basta scontri regione-governo”. Appello dalle pagine di Repubblica del primo cittadino di Milano Giuseppe Sala al governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana, sul proseguire con il governo sulla via della collaborazione. “Penso che il presidente Fontana volesse più rapidità da parte del governo. Ma adesso basta. Non ha senso questa pioggia di ordinanze. Mettetevi insieme, lavorate e noi Comuni vi daremo una mano a elaborare e applicare le regole. I sindaci non sono nemici, ma non ne possiamo più di continue norme apparentemente non allineate”.

Quarantena e maltrattamenti. “Donne maltrattate, crollano le denunce”, è il titolo di Repubblica in cui si racconta un doloroso risvolto della quarantena: la difficoltà a tutelare le donne vittime di violenza domestica. “Le donne riescono a chiedere aiuto quando i loro carcerieri non ci sono. – spiega Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa – Quando il marito violento è al lavoro, quando escono, quando vanno a fare la spesa. Oggi si ritrovano prigioniere, senza più nemmeno uno scampolo di libertà. Le poche che riescono a contattarci ci raccontano situazioni domestiche esasperate, con violenze fisiche e psicologiche”. “Chiamateci – l’appello dell’associazione – quando andate a buttare l’immondizia, chiamateci quando riuscite ad andare in farmacia, noi ci siamo, vi aiuteremo”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked