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Mezza giornata di digiuno contro il virus,
i rabbini italiani aderiscono all’invito

Preghiera, azione e unità per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria. Anche il rabbinato italiano sta aderendo all’invito del rabbino capo di Israele, rav David Lau, a digiunare per mezza giornata. “Israele e il mondo intero affrontano questa minaccia. È fondamentale reagire, anche sul piano spirituale” il messaggio diffuso dal rav Lau nelle scorse ore.
Il digiuno è stato fissato per domani, vigilia di Rosh Chòdesh Nissàn che è tradizionalmente, ricorda in una comunicazione il presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana e rabbino capo di Milano rav Alfonso Arbib, un giorno dedicato alla preghiera e all’espiazione. Il digiuno inizierà alle 4.50 e terminerà alle 13.
“L’invito – si legge – è rivolto esclusivamente a persone che sono in buona salute e non hanno sintomi di alcun tipo. Sono esclusi da questo invito le persone al di sopra dei 65 anni e i ragazzi al di sotto dei 18. Sono esentate le donne in gravidanza e quelle che allattano. Sono ovviamente escluse le persone che si trovano in quarantena”. Chiunque durante il digiuno non si sentisse bene, viene sottolineato, “deve immediatamente interrompere il digiuno”. Come tutti i digiuni, ricorda rav Arbib, “deve essere accompagnato dalla tefillà (preghiera), dalla teshuvà (esame di coscienza) e dalla tzedakà (aiuto ai bisognosi)”.
L’invito quindi è “a leggere dei salmi e a pregare per la fine di questa situazione difficile”. E questo vale “sia per chi fa il digiuno sia per chi, per qualsiasi motivo, non lo facesse”.
Scrive ancora rav Arbib: “Per poter fare il digiuno è necessario prendere l’impegno il giorno prima nella tefillà di Minchà. In questo caso si può aggiungere nella Amidà del giorno del digiuno il brano di Anènu. Invitiamo inoltre tutti a fare uno sforzo in quel giorno (così come negli altri giorni) per studiare Torà. È fondamentale per tutti impegnarsi nell’aiuto del prossimo facendo tzedakà. Chi non fa il digiuno, lo può sostituire con tefillà, teshuvà e tzedakà. Che H. ascolti le nostre preghiere, dia una pronta guarigione ai malati e ponga termine a questa situazione”.

(24 marzo 2020)