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Praga e le violenze del regime sui morti
Ritrovate le pietre trafugate
ai cimiteri ebraici

È un sospetto che la Comunità ebraica di Praga aveva da tempo. Da qualche ora è diventato una certezza.
Durante il regime comunista, per ripavimentare piazza di San Venceslao e le zone limitrofe, furono utilizzate pietre depredate dalle autorità a sinagoghe e cimiteri.
La verità, finora taciuta, è venuta alla luce nell’ambito di alcuni lavori di ristrutturazione voluti dall’amministrazione cittadina. Decine le pietre che, portate in superficie, hanno rivelato la loro indiscutibile provenienza. Stelle di Davide, caratteri ebraici, date di nascita e morte. L’intervento è finalizzato a portare Praga nel futuro, con l’obiettivo di una miglior fruibilità della zona per residenti e turisti. Ma in questi giorni si sta guardando soprattutto indietro, a questa violenza sempre negata compiuta non sui vivi, ma sui morti.
Sul luogo, come racconta il britannico The Guardian, c’era tra gli altri un esponente del rabbinato locale: il rav Chaim Kočí. “Questo ritrovamento – ha sottolineato – è per noi una vittoria. Se finora era un sospetto, ora è verità. E questo è molto importante, è un fatto storico”.
Le pietre sono state collocate in piazza San Venceslao, simbolo della lotta al comunismo incarnata anni prima dal gesto estremo di Jan Palach, nel 1987. Il primo a sostenere una origine cimiteriale di una parte di esse è stato il direttore del Museo ebraico Leo Pavlat.
Grazie alla sua insistenza, il Consiglio comunale ha concesso una presenza di rappresentanti comunitari durante gli scavi. È iniziato così, appena svelati, il lavoro di identificazione dei reperti tombali: il più antico si riferisce a una sepoltura del 1877, i più recenti agli Anni Settanta del secolo scorso.

(6 maggio 2020)