Pagine Ebraiche di maggio
Tra informazione e scelte culturali
Una fase due per la consapevolezza

Il mondo si è svegliato nel pieno di una crisi devastante senza precedenti, oggi sanitaria, domani sociale ed economica, con una certa voglia di capirci qualcosa. Chi si beava delle panzane disseminate ad arte dai professionisti dell’inganno e della distorsione, “mipiace” venduti e comprati, ha cominciato a rendersi conto che è forse meglio affidarsi a professionisti affidabili, che certo possono sbagliare, che certo potrebbero spesso essere migliori, ma che almeno in quello che fanno ci mettono la faccia e rispondono in prima persona delle loro azioni.
È dedicato al “ritorno dei giornalisti”, il cui apporto si è rivelato e continua a rivelarsi fondamentale, il dossier Informazione che appare sul numero di maggio di Pagine Ebraiche in distribuzione. Uno sguardo alla realtà italiana e di Israele. E molti preziosi contributi per affrontare l’argomento da vari punti di vista: il lavoro di oggi e quello di domani, la sfida della credibilità, l’impegno contro la piaga delle fake news. Con una certezza che si fa sempre più strada, come conferma il direttore del Corriere della sera Luciano Fontana nell’intervista del mese: per il giornalismo di qualità, nonostante tutto, c’è un futuro.
Tanti i temi che si affrontano nel nuovo numero del giornale dell’ebraismo italiano. Dall’attesa riapertura delle sinagoghe ai nuovi assetti di governo a Gerusalemme, con la staffetta Netanyahu-Gantz sancita nell’accordo tra i due ex rivali. E ancora il tema della tracciabilità, tra tutela della salute e rispetto della privacy. Una questione calda in molti Paesi.
Riparte intanto la cultura. E in Germania lo fa nel nome di Hannah Arendt, la grande filosofa cui è dedicata un’importantissima mostra analizzata in diverse pagine speciali. Un impegno culturale che, come spieghiamo all’interno di questo spazio, punta a presentare i punti focali della storia del secolo scorso in un modo nuovo e pone la riflessione sulla contemporaneità di una intellettuale straordinaria, con tutte le sue complessità, come la chiave del nostro futuro.
Virtualmente intanto si pedala a Budapest, da dove a inizio maggio sarebbe dovuto partire il Giro d’Italia (per ora rinviato all’autunno). Un Giro “senza Giro” che, come vi raccontiamo nelle pagine di Sport, inizia nel segno di Imre Kertesz.

(13 maggio 2020)