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La ripresa per decreto

Dopo diversi rinvii, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera il decreto Rilancio, ovvero il decreto legge che prevede lo stanziamento di 55 miliardi di euro per aiutare imprese, famiglie, lavoratori, mondo sanitario travolti dall’emergenza coronavirus. “Nel decreto – scrive il Corriere riportando le parole del Presidente del Consiglio Conte – ci sono misure che prevedono 10 miliardi per la cassa integrazione, 4 per il taglio dell’Irap e 6 a vantaggio delle piccole imprese. Due miliardi per l’adeguamento di negozi e attività produttive alle norme anti-Covid, 2 per misure fiscali, 4 per il turismo e la cultura, 5 per sanità e sicurezza, 1,5 alla scuola”. “Tregua da 55 miliardi”, titola Repubblica in riferimento all’accordo trovato all’interno della maggioranza per approvare il decreto, dopo gli scontri degli scorsi giorni. Uno dei punti di conflitto, regolarizzazione dei lavoratori stranieri impiegati nel settore agroalimentare. Si è trovata l’intesa – annunciata con commozione dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova – e circa 200mila persone saranno regolarizzate. “È un provvedimento di emersione del lavoro nero che garantisce le esigenze del mercato del lavoro e le condizioni di sicurezza dei lavoratori”, la sintesi del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese “che ha limato fino allo sfinimento il testo – spiega Repubblica – accogliendo le condizioni del M5S: nessuno scudo per i caporali, anzi pene più alte, niente permessi per chi ha reati sulle spalle”.

Israele, il governo in formazione accoglie Pompeo. Il governo figlio dell’accordo tra Benjamin Netanyahu e Benny Gantz – i Premier a turno – presterà oggi giuramento, dando un esecutivo a Israele. Mentre i due leader limavano la scelta dei ministri, hanno ricevuto la visita del Segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Sei ore, un passaggio lampo, in cui Pompeo – riportano oggi Repubblica e Avvenire – ha messo in guardia Gerusalemme dall’influenza cinese: il porto di Haifa, lo sviluppo del 5G, un impianto di desalinizzazione, i grandi progetti in Israele in cui è coinvolta Pechino e che preoccupano Washington, impegnato in un braccio di ferro con la superpotenza orientale. Poco si è parlato del destino dei territori in Cisgiordania che il Premier Netanyahu ha promesso di annettere entro il 1° luglio. In un’intervista al quotidiano Israel Hayom, Pompeo ha affermato che la decisione sull’annessione spetta a Israele ma, scrive Repubblica, dall’amministrazione Trump sono arrivati segnali sulla necessità di una contropartita: il riconoscimento dello Stato Palestinese da parte israeliana. Intanto sul fronte interno, il mondo haredi guarda con preoccupazione ai dati sul contagio da coronavirus: “Dobbiamo farci un esame di coscienza, il 70 per cento dei malati dell’intero Stato d’Israele sono haredim”, le parole del ministro degli Interni Aryeh Deri, richiamate dal Foglio nella rubrica Andrea’s Version.

Difendersi dai cyber attacchi iraniani. La visita di Pomepo in Israele ha avuto per oggetto anche la minaccia iraniana. Gli hacker di Teheran avrebbero colpito la rete idraulica israeliana tra il 24 e il 25 aprile. “I danni non sono stati gravi, – scrive Repubblica – ma l’avvenimento andava preso sul serio perché riguardava installazioni civili. Per gli esperti gli attacchi erano una minaccia strategica di rilievo per Israele. Il governo di Gerusalemme li ha giudicati una svolta nel confronto con l’Iran, al punto da considerare l’opportunità di reagire, di rispondere, mirando in campo avversario le stesse installazioni, non militari, con più intensità del consueto”.

Il nuovo bersaglio di odio e sessismo. Insulti in Parlamento, sui social e una bottiglia contro lo stabile in cui abita: Silvia Romano è diventata il nuovo bersaglio dell’odio in Italia (Repubblica). La cooperante, liberata dopo 18 mesi di prigionia nelle mani di Al Shabab, è suo malgrado al centro di un violento e pericoloso dibattito nazionale, in particolare dopo la notizia della sua conversione all’Islam. Il deputato leghista Pagano in aula è arrivato a definirla “neoterrorista”, per poi doversi scusare in un secondo momento (Corriere). Per Antonio Polito (Corriere) siamo davanti all’odio che nasce dal sessismo: “Un consigliere comunale leghista di Milano, Alessandro Morelli, è arrivato a postare una vecchia foto di Silvia in minigonna, pur di istigare alla condanna del suo nuovo look. – scrive Polito – Ce n’è abbastanza per dire che, sotto l’islamofobia di certa destra ultrà, si intravede con chiarezza anche l’iceberg di un sessismo profondo, ancestrale, quasi antropologico”.

Appuntamenti. Come le diverse tradizioni musicali – ebraica, mediterranea, balcanica – possono dialogare con il jazz contemporaneo. È il tema al centro dell’incontro online organizzato dal Teatro Villa Pamphilj che vedrà dialogare oggi Stefano Saletti, direttore artistico del Festival Popolare italiano, con il sassofonista Gabriele Coen (Corriere Roma). Di cultura e ripresa in questo settore parla invece l’attore Moni Ovadia in un’intervista al Giornale Milano.

Daniel Reichel