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“Arte razziata, il lavoro non è finito”

“Nel 1998 quarantaquattro stati, inclusa l’Italia, hanno aderito ai cosiddetti Washington Principles: principi che hanno specificamente a che fare con l’arte razziata durante la Shoah e impegnano gli Stati aderenti a fare quanto possibile per agevolare la restituzione delle opere ai legittimi proprietari”.
A distanza di oltre 20 anni dalla firma di quei principi è importante, come raccontato dall’avvocato Giuseppe Calabi, fare il punto su cosa è stato fatto nel nostro paese per dare risposte a questa ferita aperta.
Calabi ne ha parlato assieme alla presidente dell’Associazione Nazionale e Archivistica Italiana Micaela Procaccia e al presidente dell’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei Giorgio Sacerdoti nel corso del quinto appuntamento del ciclo di incontri “Diritti e libertà” andato in onda ieri sera (clicca qui per rivederlo).
Dal recupero ancora parziale della biblioteca del Collegio rabbinico di Roma a quello di singoli quadri, il confronto a tre voci – introdotto dal direttore della redazione giornalistica UCEI Guido Vitale – ha permesso di comprendere le tante complessità legate al recupero dei beni artistici e degli archivi. Una problematica che, a distanza di tempo, rimane di grande attualità.

(21 maggio 2020)