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Negazionismo virale

I selfie senza mascherina di ieri (ma anche con non sarebbe stato molto diverso ai fini del contagio), le parole deliranti del folkloristico Pappalardo (incredibile che possa essere stato un generale dei carabinieri) sono solo l’ultimo atto di un negazionismo virale che ha coinvolto l’estrema destra di ogni latitudine. Bolsonaro, Trump, Johnson prima che il virus gli dimostrasse di esistere, hanno tutti in varia misura non sottovalutato (questo tutti noi), ma proprio ridicolizzato l’epidemia. Ma perché questo negazionismo ai limiti del diniego della realtà caratterizza una parte politica? Cosa c’entra l’esistenza di un virus con la destra o la sinistra? Da un lato c’è certamente la vecchia tendenza al me ne frego fascista (non mi faccio condizionare da niente e da nessuno). Dall’altra quella cosa che spingeva Mussolini a definirsi leader che segue da dietro, odorando gli umori del popolo. Si percepisce insofferenza e scontentezza dilagante? Si cavalcano gli argomenti utili a sfruttarla. Sì, va bene la propaganda, ma perché mettere a rischio la propria salute con atteggiamenti simili? Mussolini mica aveva partecipato alla marcia su Roma, ha lasciato che fossero gli altri a rischiare per presentarsi a giochi fatti a raccogliere i frutti. Beh, questo dimostra una sola cosa: i fascistoidi che gli sono seguiti, oltre che cinici e disposti a tutto per bramosia di potere, sono anche scemi.

Davide Assael

(3 giugno 2020)