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Giorno prima degli esami

Si sono riunite ieri le commissioni che si occuperanno di esaminare le migliaia di studenti che, a partire da domani, affronteranno questa inedita versione della maturità interamente orale. Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giornata, non potrà essere superiore a cinque, salvo esigenza organizzativa motivata. Le commissioni saranno formate da sei docenti interni e un solo esterno, il presidente. Ma sono emersi a riguardo alcuni problemi, come segnala il Messaggero oggi: al liceo Renzo Levi della Comunità ebraica di Roma, per esempio, dove sono stati nominati inizialmente due presidenti di commissione con il risultato di non averne neanche uno. “È un pasticcio – spiega al quotidiano rav Benedetto Carucci Viterbi, preside del Renzo Levi – Ci troviamo con un una nomina di presidente che non è più valida e un’altra nomina di cui non sappiamo se la destinataria sia stata informata. Ad aggravare lo scenario e il fatto che noi siamo associati ad una scuola che si trova da un’altra parte: il liceo San Paolo”.

Ue e le minacce spuntate. L’Unione europea ha avvertito gli Stati Uniti delle possibili “conseguenze” che potrebbero scattare nel caso in cui Israele andasse avanti con il suo piano di annessioni in Cisgiordania, scrive oggi La Stampa. Un avvertimento pronunciato dal capo della diplomazia Ue Josep Borrell nel corso di un colloquio con il segretario di Stato Usa Mike Pompeo. Dopo la conversazione, Borrell ha definito, parlando con i giornalisti, il piano degli Usa “un punto di partenza per un negoziato” a cui apportare però delle correzioni. L’Ue, sottolinea la Stampa, è contraria al piano israeliano di annessione ma è divisa al suo interno e sembra avere poche armi per influenzare le scelte di Gerusalemme.

L’articolo 3 della Costituzione e Liliana Segre. “Negli ultimi anni, come mi è capitato in diverse occasioni di esplicitare, il mio orientamento in ordine alla opportunità di cancellare il termine ‘razza’ dall’articolo 3 della nostra Costituzione ha subito un’evoluzione. Da un iniziale favore alla Cassazione di un termine che evoca discriminazione e orrore, sono passata, anche grazie a un proficuo scambio di vedute con il presidente Giorgio Napolitano, a una più attenta considerazione degli argomenti a favore del mantenimento del termine con funzione proprio di monito e memento dei pericoli del razzismo”, lo scrive la senatrice a vita Liliana Segre in una lettera al Foglio, spiegando la sua posizione e replicando a un articolo di Adriano Sofri sull’opportunità o meno di cancellare il termine razza dalla nostra Costituzione.

Diritti tutelati, diritti violati. Ampio spazio anche sui quotidiani italiani per la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che sancisce il divieto di ogni discriminazione sul posto di lavoro basata sull’orientamento sessuale, quindi non si può licenziare o danneggiare un dipendente perché bisessuale, gay, lesbica, transgender o queer. Corriere e Repubblica parlano di una decisione “storica e di grande impatto sociale”, sottolineando come decisivo sia stato il voto a favore di questa posizione da parte di due giudici conservatori. Di tenore opposto invece la notizia che arriva dal Canada, paese dove aveva trovato rifugio Sarah Hegazi, attivista per i diritti della comunità LGBT in Egitto, incarcerata e violentata dal regime del Cairo. La Hegazi si è tolta la vita, lasciando un bigliettino scritto a mano: “Ho provato a sopravvivere e ho fallito”. “Addio a Sarah, la ragazza simbolo dell’altro Egitto”, titola Repubblica; “L’addio di Sarah, torturata al Cairo perché sventolava l’arcobaleno”, quello del Corriere.

Neonazi in piazza. Da Londra a Parigi, un fronte composto da militanti nazifascisti, hooligan nazionalisti, suprematisti bianchi, tifosi orfani degli stadi in questi giorni è scesa in piazza e ha dato sfogo alla sua violenza contrapponendosi alle manifestazioni contro il razzismo nate dopo l’uccisione negli Usa di George Floyd. Lo racconta Repubblica sottolineando come l’ultradestra, con la scusa di difendere supposti valori e simboli nazionali (in particolare le famose statue rimosse o vandalizzate) cerca di innescare una specie di guerra bianchi contro neri. Sullo sfondo, la solita avversione xenofoba anti-immigrati”. Stadi e piazze ridiventano vasi comunicanti, spiega il quotidiano, sottolineando come sia “un passaggio che avviene anche in Italia. Tra i protagonisti degli incidenti di 10 giorni fa al Circo Massimo a Roma – raduno contro il governo organizzato dal network nero ‘Ragazzi d’Italia’ – oltre a militanti di Forza Nuova c’erano ultra di destra: laziali, romanisti, veronesi, varesini, ascolani”. Sempre Repubblica, guardando agli Stati Uniti, descrive poi nuovi e vecchi movimenti dell’odio suprematista – spesso armati fino ai denti – e i loro ritrovi online.

L’esempio di Attilio Momigliano. “Nel pomeriggio, mentre mia moglie si assopiva dopo gli assidui terrori del giorno e della notte, io dimenticavo che ad ogni minuto un calcio improvviso poteva spalancare la mia porta, e mi sprofondavo a poco a poco nel mondo lontano della poesia. Devo dire che, se per questa io sono sempre vissuto, per questa soltanto sono sopravvissuto”. Parole del critico letterario Attilio Momigliano, scritte mentre viveva in clandestinità a causa delle persecuzioni antiebraiche dei nazifascisti. Una clandestinità in cui si concentrò nello scrivere un commento alla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Un esempio intellettuale di resilienza, scrive oggi su Repubblica Federico Varese invitando ad imparare la lezione di Momigliano: “Resistere al male, ad ogni tipo di male, significa mantenere gli impegni presi, non rinunciare ad essere sé stessi, concentrare la mente, quando sembra impossibile”.

Associazioni sbagliate. Nella sua rubrica Pietre (Repubblica) Paolo Berizzi parla di una vignetta che circola sui social in cui ci sono “un poliziotto bianco con il ginocchio sul collo di un afroamericano mentre abbraccia un soldato israeliano con il ginocchio sui collo di un palestinese”. “È una delle tante provocazioni – scrive Berizzi – tese a delegittimare Israele prendendo a pretesto la tragica morte di George Floyd. Si tratta, secondo qualcuno, di un nuovo antisemitismo, dove è sempre e comunque ‘colpa degli ebrei’”.

Statue. Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando domenica alla nazione in merito alle riaperture che “non ci sarà alcuna tolleranza nei confronti del razzismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di discriminazione” e ha aggiunto che ognuno “deve trovare il suo posto” indipendentemente dal colore della sua pelle. Macron ha anche sottolineato il proprio sostegno alla polizia e dichiarato che tutte le statue rimarranno al loro posto (Foglio). A proposito, su La Stampa intervista a uno degli imbrattatori della statua di Montanelli a Milano che spiega di averlo fatto per denunciare le posizioni razziste del giornalista e rilanciare il dibattito sulla sua figura. A difendere Montanelli, tra gli altri, lo storico Angelo Del Boca intervistato dal Fatto Quotidiano.

Daniel Reichel