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Usa-Europa, il prezzo dei confini chiusi

Per chi si sposta tra Stati Uniti ed Europa i prossimi mesi rischiano di essere molto complicati. Dagli Stati Uniti il presidente Usa Donald Trump ha annunciato il blocco delle frontiere fino al 31 dicembre per circa 525 mila persone in cerca di occupazione. Bloccati anche gli stage, gli scambi di studenti, i ragazzi e le ragazze alla pari. Sul versante opposto, l’Unione europea sta valutando la chiusura dei suoi confini a chi arriva da Stati Uniti, Brasile e Russia a causa dell’andamento dei contagi da coronavirus, in continua crescita. “Se confermato, lo stop agli americani sarebbe clamoroso”, scrive il Corriere, spiegando poi che il doppio blocco rischia di segnare in modo significativo l’Italia, che rischia di non veder arrivare molti dei 5 milioni di americani che ogni anno visitano il nostro paese. Inoltre, spiega l’ambasciatore italiano negli Usa, Armando Varricchio: “In particolare ci preoccupa il divieto per le aziende di trasferire personale negli Stati Uniti. Ho sollevato questo tema al ministero del Tesoro e mi sono fatto portavoce delle tantissime società italiane che vogliono crescere e sviluppare la propria attività negli Usa. E poi, naturalmente, stiamo esaminando le conseguenze sugli scambi culturali, sulle opportunità per i nostri studenti e così via”.

L’Italia e i diritti negati. Su La Stampa si anticipa il “Rapporto sullo stato dei Diritti” redatto dalla onlus “A Buon Diritto”: tra gli elementi in cui il nostro paese risulta indietro la tutela di donne, disabili e migranti. Ma anche il dato sulla scuola preoccupa: “non è solo che, come certifica l’Ocse, il 71% dei genitori italiani ha rinunciato all’idea che i figli raggiungano il loro stesso benessere. Oltre all’assenza di ascensore sociale ci sono in mezzo infinite rampe di scale “appiccicose” su cui inciampa la meglio gioventù aumentando il divario culturale, geografico, prospettico. Basti pensare che l’investimento complessivo nella scuola è il 3% del Pil contro il 5% della media Ocse e si piazza in fondo alla classifica dell’Unione Europea”.

Riformare i decreti sicurezza. Per Goffredo Buccini (Corriere) è necessario avviare una riforma del sistema dell’accoglienza, a partire dai decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, definiti un fallimento. “La prima vera riforma è prevedere Sprar obbligatori, quadruplicandoli, togliendo ai sindaci il peso dell’impopolarità che l’accoglienza può comportare e incentivando le comunità con opportune compensazioni. – la tesi di Buccini, in riferimento ai Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – Al tempo stesso, i migranti non possono continuare a bivaccare nei ghetti delle nostre città, chi non ha titolo per stare tra noi deve essere contenuto in strutture dignitose ma sicure: i Cie (o come li si voglia chiamare), centri dove gli irregolari restino fino all’eventuale rimpatrio, sono pochi; vanno riorganizzati in misura di uno per Regione, come sosteneva Marco Minniti nella sua stagione al Viminale, mantenendo per ora invariato il periodo massimo di trattenimento”.

Annessioni. Oltre mille parlamentari di Stati europei hanno firmato un documento contro il piano di annessioni unilaterali in Cisgiordania annunciato dal Premier israeliano Benjamin Netanyahu. A riferirlo in queste ore Haaretz. Contro il piano hanno manifestato anche alcune migliaia di palestinesi a Gerico in una protesta organizzata dall’Anp e a cui hanno partecipato diplomatici europei, russi e cinesi. A darne notizia in Italia, l’Osservatore Romano che riporta anche qualche stralcio dell’editoriale firmato da Tzipi Livni sul Washington Post. Sostenitrice della soluzione a due Stati, Livni sostiene che se si proseguirà con l’annessione sulla base della mappa del piano Trump “condanneremmo i nostri figli a vivere in un conflitto permanente”: “i palestinesi si ritroveranno in enclavi separate” e si finirà con la creazione di un “unico stato di cui entreranno a far parte milioni di palestinesi, cambiando l’identità d’Israele”.

Antisemitismo. Durante la pandemia, in Italia, il 15% dei tweet sull’argomento ebrei-virus alludeva a un complotto ebraico. È uno dei dati forniti da Milena Santerini, coordinatrice per la lotta contro l’antisemitismo, dopo la prima riunione (l’altro giorno) del Gruppo tecnico per la ricognizione della definizione di antisemitismo approvata dai 34 Paesi della International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra). Lo segnala nella sua rubrica Pietre su Repubblica Paolo Berizzi.

Razzismo. Il preside di Eton, la più celebre scuola privata britannica, chiede formalmente scusa per il razzismo manifestato e alimentato al suo interno nei decenni passati. “Siamo inorriditi” per i racconti dell’esperienza di discriminazione fatti di recente alla Bbc dallo scrittore nigeriano Dillibe Onyeama, che nel 1969 fu il primo allievo di pelle nera a diplomarsi a Eton, ha detto il preside dell’istituto (Corriere).

Segnalibro. Il Foglio segnala il libro Verso casa di Assaf Inbari (Giuntina), romanzo in cui si racconta l’ascesa e la caduta del kibbutz in Israele. Su La Stampa invece Giovanni De Luna, a partire dal volume di Carlo Greppi dal provocatorio titolo L’antifascismo non serve più a niente (Laterza), riflette sull’importanza e l’attualità dell’antifascismo oggi: la difesa di “una democrazia potenziata”.

Daniel Reichel