Dagli Usa a Israele, la priorità
è fermare l’aumento dei contagi

Preoccupa la situazione degli Stati Uniti sul fronte dei contagi da coronavirus: il virologo Anthony Fauci ai senatori ha avvertito che il paese potrebbe raggiungere i 100mila nuovi casi al giorno, “perciò sono molto preoccupato”. I singoli Stati stanno cercando di correre ai ripari (Corriere) e nel mentre continua a scendere il gradimento nei confronti del presidente Usa Donald Trump. Secondo i sondaggi, riportati dal Corriere, Trump rischia la disfatta contro Biden a novembre e alcune voci sarebbero arrivate a chiederne il ritiro. Ma da qui a novembre ancora molto potrebbe cambiare. Chi ovviamente auspica un cambio alla Casa Bianca, con Biden presidente, è John Kerry, ex segretario di Stato Usa, intervistato oggi da La Stampa. “Con Biden alla Casa Bianca l’America tornerà alleata dell’Europa”, le parole di Kerry che fa i complimenti all’Italia per la gestione dell’emergenza sanitaria mentre definisce quella di Trump un disastro. Intanto sul fronte lotta al coronavirus, preoccupano i dati da Israele che ieri ha registrato il picco più alto di contagi da inizio pandemia: 859 casi in 24 ore. “Per adesso, il sistema sanitario israeliano, trai più efficienti del mondo, tiene perfettamente. – riporta Avvenire – Ma non è escluso che a breve il governo imponga nuove chiusure per evitare che la situazione precipiti”.

Annessioni sospese. Tutto fermo per il momento rispetto al piano di annessioni promosso dal Premier israeliano Benjamin Netanyahu e che – nella sua versione più ampia – dovrebbe estendere la sovranità israeliana su territori pari a circa il 30% della Cisgiordania. Secondo il Sole 24 Ore il fatto che Netanyahu non abbia dato avvio al piano (il cui inizio era previsto a partire dal 1° luglio) è in parte il frutto dell’opposizione dell’alleato di governo Benny Gantz (ma il Premier avrebbe comunque i numeri alla Knesset per procedere senza di lui) e soprattutto della cautela degli Stati Uniti. In difficoltà in patria nei sondaggi, il presidente Trump preferirebbe evitare azioni eclatanti sul fronte mediorientale e, stando al Sole 24 Ore, Netanyahu starebbe pensando a una “mini annessione”. Le agenzie di stampa intanto segnalano che il Vaticano ha convocato gli ambasciatori di Stati Uniti e Israele per esprimere la propria preoccupazione riguardo al piano. A proposito dell’iniziativa del leader del Likud, Corrado Augias su Repubblica, rispondendo al lettore Giorgio Gomel, riporta le parole della “Rete internazionale progressista ebraica” contro il progetto perché “pone fine alla soluzione dei due Stati” e potrebbe destabilizzare l’intera area. Libero segnala invece con il titolo “L’Anpi vuole che Israele liberi i terroristi palestinesi”, le parole del presidente provinciale dell’Anpi di Roma, Fabrizio De Sanctis, a una manifestazione filopalestinese, in cui lo stesso De Sanctis ha chiesto, riporta il quotidiano, di “smantellare gli insediamenti israeliani, definiti ‘coloniali’, liberare i ‘prigionieri palestinesi e i leader dell’intifada che giacciono in carcere da quasi 20 anni’”.

Antisemiti a sinistra. L’antisemitismo di sinistra “deriva da un modello di pensiero che divide il mondo in oppressi ed oppressori, assegnando quest’ultima etichetta agii ebrei, visti come popolo ricco, potente e manipolatore. Se vi si aggiunge l’ostilità verso il sionismo e verso Israele, è un sentimento che sconfina in qualcosa di molto più di una legittima opposizione alle politiche dello Stato ebraico, incorporando gli antichi stereotipi antisemiti e le classiche teorie della cospirazione”. Lo spiega, in un’intervista a Repubblica, lo studioso Dave Rich, autore del volume The left’s jewish problem. Nel colloquio, Rich analizza la retorica antisemita presente all’interno del Labour di Corbyn e il cambio di passo sancito dal nuovo leader Starmer. In teoria, afferma Rich, “si può essere ostili al sionismo, cioè all’esistenza dello stato di Israele, senza per questo essere antisemiti, cioè ostili agli ebrei. Ma un paio di anni fa abbiamo fatto un grande sondaggio in Gran Bretagna per verificare i sentimenti dell’opinione pubblica sugli ebrei: è risultato che chi ha una visione fortemente and-israeliana, l’idea che Israele non dovrebbe nemmeno esistere, tende ad essere anche antisemita, a detestare gli ebrei in quanto tali”.

Teheran sul piccolo schermo. Grande successo in Israele per la serie Teheran, trasmessa dall’emittente Kan e dedicata a raccontare – tra intrighi e colpi di scena – la realtà iraniana. “Riceviamo una valanga di commenti anche da ascoltatori musulmani. Non censuriamo nessuno, anzi più di una volta sono riuscito a creare un dialogo con uno che parlava di Israele come ‘Piccolo Satana’”, racconta a Repubblica Rani Amrani, scappato dall’Iran nel 1995 e oggi consulente della serie, che è stata attaccata dal regime di Teheran come “propaganda sionista”.

La Cina e le violenze sugli Uighuri. Nella regione autonoma cinese dello Xinjiang potremmo essere davanti ad un “genocidio” nei confronti della comunità uighura. Lo hanno affermato Reinhard Buetikofer (Verdi) ed Evelyne Gebhardt (SeD), rispettivamente presidente e primo vicepresidente della delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, chiedendo ulteriori indagini a riguardo. In particolare, segnala La Stampa, “due indagini rivelano che negli ultimi due anni il governo cinese ha ingaggiato una radicale campagna di sterilizzazione tra le donne della minoranza islamica degli uiguri che vivono nella regione occidentale dello Xinjiang”.

Legge sull’omofobia. Scontri nella politica italiana sulla proposta di legge del deputato Pd Alessandro Zan, deputato Pd, per introdurre il reato di omofobia e misoginia nel codice penale italiano. Il Messaggero spiega che la norma da un lato vorrebbe incidere sulla legge Mancino aggiungendo al reato di discriminazione per motivi “razziali, etnici o religiosi” anche quelli fondati “sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”. Dall’altro, vuole introdurre una giornata nazionale contro l’omofobia. I partiti di governo sono a favore della norma mentre per il leader dell’opposizione Salvini si tratta di un testo “ideologico e dannoso”.

Putin per sempre. Il presidente russo Vladimir Putin potrà rimanere al potere fino al 2036. A sancirlo, il referendum indetto dallo stesso capo del Cremlino che ha confermato ieri la possibilità di modificare la Costituzione e permettere a Putin di rimanere ancora a lungo in sella. In Italia, ad approfondire la questione, il Messaggero.

Regeni, nulla si muove. “Un fallimento” così i genitori di Giulio Regeni sintetizzano i risultati dell’incontro, il dodicesimo, tra i magistrati della procura di Roma e quelli egiziani che indagano sul sequestro ed omicidio del ricercatore italiano trovato morto al Cairo nel febbraio del 2016. “L’Italia richiami l’ambasciatore in Egitto”, il loro appello. Secondo La Stampa il flop diplomatico ha creato uno scontro tra Farnesina e Palazzo Chigi: il ministro Di Maio si è detto fortemente deluso mentre il Premier Conte ha ribadito che l’unica via per una soluzione è la collaborazione.

Il naufragio dell’Arandora Star. Il 2 luglio del 1940 un missile tedesco fece naufragare una nave, la Arandora Star, che avrebbe dovuto deportare – su ordine di Churchill legato all’entrata in guerra dell’Italia di Mussolini – centinaia di italiani accusati di essere collaborazionisti del fascismo. Nel naufragio morirono 446 persone. Un episodio, scrive oggi La Stampa, che apre riflessioni più ampie sul tema dell’immigrazione e del pregiudizio.

Daniel Reichel