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Una nuova era per la Ue

“L’Europa ha dimostrato di essere in grado di aprire nuovi orizzonti in una situazione così speciale”, il commento della cancelliera Angela Merkel dopo il raggiungimento dell’accordo tra i paesi Ue sul Recovery fund: un’intesa da 1.824,3 miliardi per far ripartire l’Europa e di cui 208,8 miliardi all’Italia, dei quali 81,4 in trasferimenti diretti e 127 in prestiti a tassi agevolati. I maggiori quotidiani italiani descrivono l’intesa come un accordo storico e sottolineano il ruolo chiave della Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron. Descrivendo i protagonisti dell’intesa – arrivata dopo cinque lunghi giorni di trattative – il Corriere definisce Merkel “madre d’Europa”: “come un giocoliere, la cancelliera ha tenuto in aria diverse cose: l’amicizia con Macron e la Francia, il suo posto nella Storia, il ruolo terzista impostole dalla presidenza di turno, l’interesse nazionale della Germania ora identificato nella salvezza dell’Eurozona. – il ritratto della Merkel fatto dal Corriere – Ha trovato sulla sua strada la nuova assertività dei Paesi frugali, non più psicologicamente sottomessi a Berlino. Ma alla fine ha vinto, sia pur pagando loro un alto prezzo”.

Pacche sulle spalle per Conte. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte riferirà oggi pomeriggio in Parlamento sugli esiti del Consiglio Europeo straordinario di ieri. Sul Corriere Massimo Franco si complimenta con il Premier per la gestione della trattativa – definendo una “meritata passerella parlamentare” l’audizione odierna – ma avverte di non cadere in trionfalismi: “Il problema sarà come gestire gli aiuti, sottoposti a condizioni stringenti; – scrive Franco – come evitare che venga sciupata l’occasione storica di rimettere in sesto l’Italia dopo la pandemia. Rischio concreto: l’ideologia del grillismo che per anni ha demonizzato l’Unione Europea non è scomparsa”.

Sovranismi. L’intesa raggiunta in Europa non piace ai leader sovranisti di Italia e Olanda, Matteo Salvini e Geert Wilders. I due sono alleati al Parlamento Ue ma hanno analisi diametralmente opposte rispetto all’accordo. “Una resa senza condizioni” da parte di Conte in particolare all’Olanda e ai paesi “frugali”, la lettura di Salvini. Per Wilders invece l’Italia “ha ricevuto 82 miliardi che pagheremo noi grazie alle ginocchia molli di Rutte”. Repubblica parla invece di clausola anti-sovranisti in riferimento alla possibilità di Francia e Germania di bloccare i fondi “se in Italia dovesse arrivare un governo illiberale e antieuropeo”.

Londra spiata da Mosca. La Gran Bretagna è “nel mirino principale di Mosca insieme a Usa e Onu” e qui “l’influenza russa è oramai la nuova normalità”. È quanto denuncia la Commissione Intelligence di Westminster nella relazione sulle influenze della Russia nel Regno Unito resa pubblica ieri. “Per i relatori del documento, la minaccia russa è ‘una patata bollente’ che la politica, i governi e la Difesa britanniche si sono regolarmente scaricati a vicenda, ‘senza approfondire, e senza chiedere conto ai servizi di cosa stesse accadendo’”, scrive Repubblica, riportando i virgolettati dei relatori dell’indagine che imbarazza il Premier Boris Johnson. La Commissione chiede un’inchiesta specifica per verificare se ci siano state influenze russe sul voto per Brexit del 2016 ma Johnson ha respinto l’idea. Secondo il rapporto, aggiunge il Sole 24 Ore, nelle migliori delle ipotesi Londra è stata ingenua nel non contrastare lo spionaggio russo; nella peggiore, “il Governo è stato influenzato dalle ricche donazioni fatte al partito conservatore da uomini d’affari russi e dai miliardi portati in Gran Bretagna da molti oligarchi”. A proposito di influenze esterne, negli Usa il candidato democratico Joe Biden ha dichiarato che “Russia, Cina, Iran e altri attori stranieri stanno lavorando per interferire con la nostra democrazia, e minare la fiducia nel processo elettorale. Non possiamo consentire che ciò accada” (La Stampa).

Strage nazista, serviva un processo”. “Ringrazio la Germania per questo riconoscimento, ma le archiviazioni delle inchieste contro i crimini nazisti decise nel 2012 dalla Procura di Stoccarda e nel 2015 dalla Procura di Amburgo restano ferite aperte”. Le parole, riportate oggi dal Corriere Fiorentino, di Enio Mancini, uno dei due superstiti dell’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 a cui ieri il governo tedesco ha consegnato la onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica federale di Germania.

Firenze, multe per gadget fascisti. L’amministrazione guidata dal sindaco Nardella ha stabilito una multa di quattrocento euro per tutti quei negozi ed edicole che, a Firenze, espongono e vendono gadget, souvenir e abbigliamento che inneggiano o richiamano all’ideologica fascista e nazista (Corriere fiorentino). A proposito di fascismo, su Panorama Lorenzo Del Boca ricostruisce la destituzione di Mussolini da parte del Gran Consiglio il 24 luglio 1943.

Le stragi e la pista palestinese. Su Panorama si torna sull’idea che dietro le stragi della stazione di Bologna e di Ustica ci sia la stessa matrice: il terrorismo palestinese. Secondo il settimanale a fare chiarezza su questa pista sarebbero dei cablogrammi inviati da Stefano Giovannone, colonnello dei servizi segreti militari del Sismi, da Beirut nel 1980.

L’anarchico Paolo Finzi. Il Corriere segnala la morte di Paolo Finzi, che faceva parte con Giuseppe Pinelli a Milano del circolo anarchico “Ponte della Ghisolfa”. “Autorevole nel mondo anarchico ma mai supponente, sempre aperto al dialogo e convintamente non violento – lo ricorda al quotidiano Claudia Pinelli, figlia di Giuseppe – proveniva da una famiglia ebrea e aveva sempre mantenuto vivo l’interesse verso la religione”.

In difesa della libertà d’opinione. “La crescente intolleranza di certe cerchie verso chi prova a muovere il dibattito oltre determinati confini, considerati ‘territorio non sicuro’ perché urtano la sensibilità di qualcuno”, così spiega Francis Fukuyama, noto politologo americano, spiega a Repubblica la sua decisione di firmare l’appello per la libertà di opinione pubblicato sulla rivista Harper’s Magazine da diversi intellettuali. Secondo Fukuyama la “cancel culture” è un “trend che si fa sempre più strada a sinistra, anche se – attenzione – a minacciare la libertà di parola, oggi è innanzitutto la destra. Donald Trump e i suoi emuli populisti hanno fatto di aggressività, intolleranza e scorrettezza una bandiera. Ma la reazione di irrigidimento della sinistra è altrettanto pericolosa. Anche perché limitarsi a sanificare le parole non porta a soluzioni reali”.

Segnalibro. Sul Foglio Francesco Musolino recensisce l’ultimo libro di Nathan Englander, Kaddish.com. Un testo, scrive Musolino, di “contrasti che evoca esplicitamente il tono di Philip Roth con l’ironia dissacrante di Woody Allen, ripensando il rapporto padre-figlio con un romanzo finalmente maturo in cui il surreale e il gusto per la risata non soverchiano la struttura narrativa. Una riflessione matura sul nostro disperato bisogno di fede che passa attraverso un dilemma filiale: è possibile avvolgere il tempo e cancellare l’onta dei peccati digitali?”.

Daniel Reichel