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Un anno senza Daniela Misul
“Un sorriso che resta acceso”

La leader carismatica che per tutti aveva una parola, un riguardo, un’attenzione. Determinata nelle sue battaglie, ma sempre aperta al dialogo e al confronto. La presidente di Comunità ma anche e soprattutto l’amica.
A un anno dalla scomparsa la Comunità ebraica fiorentina ha da poco ricordato Daniela Misul, sua presidente dal 2006 al 2010 e dal dicembre del 2017 fino alla morte, con un limmud. In quella cioè che è, ha esordito il rabbino capo rav Gadi Piperno nel corso della serata, “una buona tradizione ebraica: la memoria di una persona cara con un momento di studio”. Un’occasione quindi per “ricordare cosa ha fatto per la Comunità, esprimere vicinanza ai familiari e fare qualcosa anche per noi che siamo qui oggi”. In questo anno senza Daniela, ha proseguito, “tutti ne abbiamo sentito la mancanza”. 
“Vivissimi sono i ricordi, vivissime sono le testimonianze della sua umanità anche in momenti molto difficili” ha confermato l’ex rabbino capo rav Joseph Levi, ripercorrendo i tanti anni di lavoro insieme. “Daniela – ha poi aggiunto – era una persona dedicata alla società, al pubblico, alla Comunità. A ognuno si dedicava personalmente, di ciascuno aveva una visione profonda”.  
Caratteristiche essenziali per lasciare il segno. Proprio su questo concetto si è soffermato rav Amedeo Spagnoletto, successore di rav Levi e predecessore di rav Piperno, con un intervento incentrato sull’essenza di un leader, sulla sua capacità di avere una visione. “Un lavoro di prospettiva – ha affermato – che è stato il segno del suo impegno in Comunità”. Rav Spagnoletto ha poi sottolineato come “pur con sfaccettature molto diverse, fossimo davvero interscambiabili”. 
Tanti i ricordi anche per Shulamit Furstenberg, che ha attivamente collaborato con Daniela sul versante educativo. “Il simbolo del suo impegno – la sua testimonianza – è nella dedizione che dedicava alla preparazione delle challot al venerdì. Un appuntamento fisso, nato per sostenere economicamente la scuola materna, che raggiungeva persone vicine e lontane. Un progetto che diventava un invito ai genitori, naturale e non forzato, a portare a casa il pane dello Shabbat”. 
A ricordare la straordinarietà di Daniela anche le parole di una delle sue migliori amiche, Patricia Tayar, cui la famiglia ha affidato una testimonianza introduttiva. Ma anche chi le è succeduto nell’incarico, l’attuale presidente David Liscia, che ha concluso il limmud con un breve intervento. “Intelligente, simpatica, spiritosa. Sempre pronta a dedicarsi alla Comunità. Trovava il tempo per tutto e per tutti. Anche quando – le sue parole – di tempo non ne aveva”. 
Un esempio di generosità e determinazione che anche questo gruppo di lavoro porta nel cuore. “Nel momento più difficile, quando si trattava di avviare i primi praticantati giornalistici e di dare vita alla redazione giornalistica di cui porto la responsabilità, la lezione di Daniela ha costituito un fattore determinante. Il suo sorriso – scriveva in occasione della scomparsa il direttore di Pagine Ebraiche Guido Vitale – era in grado di sbriciolare montagne di indifferenza”. Senza il suo fondamentale contributo, aggiungeva Vitale, “questa redazione non sarebbe la stessa”.

(31 luglio 2020)